Scritto da Alberto Terenzi Domenica 15 Gennaio 2012 20:56
di Alberto Terenzi – clarissa.it.
Si moltiplicano in queste ore sulla stampa internazionale notizie che danno per certa l'opzione militare israeliana per fermare il programma nucleare iraniano e che evidenziano le difficoltà degli Stati Uniti nel districarsi dagli enormi rischi dello scoppio di un aperto conflitto nell'area.
Ma un interessante reportage di Mark Perry su Foreign Policy dello scorso 13 gennaio dimostra che lo Stato ebraico è già da tempo in guerra aperta con l'Iran, e che, ai più alti livelli politico-militari, gli Usa sono da lungo tempo perfettamente al corrente di quanto sta accadendo, senza volere o senza potervisi opporre.
Scritto da Giulietto Chiesa Martedì 27 Dicembre 2011 11:03
di Giulietto Chiesa - ilfattoquotidiano.it.
Se scoppiava una bomba terrorista in una capitale occidentale era sicuramente Al Qaeda. Se la rivendicava Al Qaeda ci credevamo subito. Se non la rivendicava nessuno, allora era sicuramente Al Qaeda, perché non poteva essere altrimenti. Era come in “1984” di Orwell: qualunque cosa di gramo accadesse era colpa del nemico. E, poiché il nemico era Al Qaeda, non potevano esserci dubbi. E cominciava la geremiade di turno: come sono cattivi gli islamici, come sono feroci, come sono fanatici. Eccetera.




Questa nuova vicenda dell’attentato in Siria la dice tutta sui media occidentali. Non trovate che sia una cosa davvero singolare che gli organi d’informazione del potere prendano in considerazione il concetto di terrorismo "sotto falsa bandiera" solo quando sembra giovare all'obiettivo di un’aggressione spalleggiata dalla Nato? 






