Paolo Gentiloni, presidente della
Commissione di vigilanza Rai, non condivide l'approvazione da
parte della Commissione europea della nuova direttiva che
consente più spot in tv.
"Si va verso una deregulation quasi totale. Penso che la
Commissione - dice Gentiloni in un'intervista al CORRIERE DELLA
SERA - si sia fatta prendere dalla preoccupazione che la
pubblicità nelle tv tradizionali entri in crisi a causa
dell'avvento dei nuovi sistemi di videoregistrazione, che
saltano gli spot, e dei nuovi media interattivi".
Il presidente della Commissione vigilanza teme un
peggioramento della qualità televisiva: "La frequenza libera
degli spot, tranne che per alcuni generi, ne aumenta la
quantità. E poi c'é un ulteriore crollo della barriera tra i
programmi televisivi e la pubblicità.
La vecchia
direttiva imponeva dei segnali visivi e acustici per evidenziare
il passaggio da un momento televisivo a uno pubblicitario.
Adesso non sarà più così: basterà elencare all'inizio del
programma i prodotti di cui in seguito saranno mostrate le
marche. Allo spettatore non verranno forniti ulteriori strumenti
per capire".
In ogni caso, ricorda Gentiloni, "il principio che regola il
settore vuole che ogni Paese è libero di adottare limiti più
restrittivi. Già adesso è così per alcuni tetti. Da
presidente della Commissione di vigilanza dico che la Rai non
solo non ha interesse ad applicare questa direttiva, ma dovrebbe
addirittura lanciare una sfida per tutelare la qualità dei suoi
programmi".(ANSA).