Nei ''prossimi mesi'' il governo
interverra' con appositi provvedimenti sull'assetto
societario della Rai e sui criteri di nomina dei vertici. Il
ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ribadisce
l'intendimento del governo, nel delineare presso la
Commissione Trasporti della Camera le linee programmatiche
del suo dicastero. Interventi normativi che si inseriscono
nel quadro complessivo della riforma del sistema
radiotelevisvo, gia' prevista nel programma dell'Unione, che
per Gentiloni non puo' non prescindere dal superamento di
alcuni pilastri della legge Gasparri.
Digitale terrestre, Sic (Sistema integrato delle
comunicazioni) e Rai per quanto riguarda appunto la mancata
quotazione in Borsa (e quindi l'assetto societario) e i
criteri di nomina dei suoi vertici volti a garantire ''un
sistema di governance'' il piu' impermeabile possibile
''all'intreccio tra politica e televisione pubblica''.
Per quanto riguarda lo swicht-off per
il digitale terrestre, Gentiloni, prevede un riallineamento
dell'Italia alle finestre gia' identificate nell'Unione
Europea per il 2010 e 2012. Ma per il ministro delle
Comunicazioni, il problema non riguarda solo le date per il
passaggio al digitale.
Gentiloni, infatti, torna a ribadire la necessita' di
mettere a punto una strategia complessiva per arrivare allo
swicht-off dal momento che gli strumenti indicati nella
Grasparri sono ''superati''. Tra questi viene indicato il
finanziamento ai decoder ormai preclusi dai pronunciamenti
della Ue volti a promuovere la 'neutralita' tecnologica'
rispetto alle azioni dei governi e la necessita' di regolare
il periodo di transizione.
Passaggio che, per Gentiloni, e siamo al secondo aspetto
della rivisitazione della Gasparri, non puo' non prescindere
dall'intervento sul Sic, il Sistema integrato delle
comunicazioni. Sic, che, per il ministro delle Comunicazioni,
si e' confermato ''non aver alcun valore nella limitazione
delle posizioni dominanti e, quindi, nella limitazione delle
concentrazioni''.
Per quanto riguarda lo sbarco in Borsa della Rai, altro
pilastro della legge Gasparri (''ipotesi mai nata'', dice
Gentiloni), il ministro delle Comunicazioni delinea la
riforma targata Unione. Riorganizzazione dell'assetto
societario che contempli una divisione tra l'attivita' di
servizio pubblico, l'attivita' commerciale e le reti.
Divisioni societarie da interdersi, pero', nel quadro di una
unitarieta' dell'azienda di Viale Mazzini. E la
predisposizione di nuovi criteri di nomina dei vertici Rai
volti a garantire all'Azienda la maggiore autonomia possibile
dalla politica.
Una riforma complessiva del sistema radiotelevisivo,
insomma, che, per Gentiloni, passa attraverso una profonda
modifica della Legge Gasparri, nell'ottica di una
liberalizzazione del mercato con al centro la tutela degli
utenti e le garanzia dei principi contenuti nella Carta
costituzionale.
da www.articolo21.info