Divise e anfibi invadono le nostre città. È il grande giorno dei militari in strada, quelli che secondo il governo berlusconi dovrebbero risolvere ogni paura e insicurezza dei cittadini italiani. Tremila soldati sul piede di guerra, a sorvegliare non tanto obiettivi sensibili, visto che nessuno ci minaccia, ma a tener d´occhio piazze, stazioni, parchi e panchine.
Ad essere militarizzate saranno soprattutto le grandi città, Roma, Milano, Napoli. Ma i soldati gireranno anche per le strade di Bari, Catania, Padova, Palermo, Torino e Verona. I ministri Maroni e La Russa hanno siglato la loro intesa lo scorso 29 luglio: tempo sei mesi, dicono, è tutto tornerà tranquillo e controllato. Se qualcuno oserà ancora alzare la testa, aggiungono, lasceremo i militari in strada per un altro mezzo anno.
Il tutto alla modica cifra di sessanta milioni di euro (trenta per quest´anno e altrettanti eventualmente per l´anno prossimo).
Peccato che, per trovare i soldi, il governo abbia fatto casa non solo con lo Stato sociale (scuola, sanità, garanzie per i precari, pensioni) ma con le stesse forze dell´ordine.
Alla faccia della sicurezza.
Dopo la manifestazione del 17 luglio scorso a cui hanno aderito per la prima volta tutti i sindacati delle forze di polizia e i Cocer del comparto Sicurezza e Difesa, ora è addirittura il Sap, il sindacato autonomo di polizia considerato vicino al centrodestra, ad attaccare l´operato del governo.
«L'esecutivo di Berlusconi, Tremonti e Brunetta – scrive Nicola Tanzi, segretario generale del Sap – tira dritto per la propria strada e sbatte ancora una volta la porta in faccia alle forze dell'ordine e alle forze armate, con la conversione in legge al Senato, attraverso il meccanismo della fiducia, del decreto legge 112/2008».
Si tratta appunto della famigerata manovra economica che potrebbe essere approvata definitivamente già il prossimo martedì: «Per il comparto Sicurezza e Difesa non c'è niente – prosegue Tanzi – e lo diciamo con una delusione mista a rabbia, perché questo governo ha vinto le elezioni promettendo maggior sicurezza agli italiani e non inutili operazioni di facciata, come l'impiego dei militari».
da www.unita.it