Questo stesso brevetto è stato richiesto in Messico. Dal conseguirlo, la compagnia otterrà di incrementare il suo controllo sui produttori di caffè mentre porrà a rischio di contaminazione genetica le piantagioni di caffè convenzionale e biologico di cui il Messico è il primo produttore del mondo. Il brevetto concesso è per una pianta di caffè con un enzima bloccato e riguarda il processo tecnico, le piante geneticamente modificate e l'uso dei grani per produrre caffè solubile. La sua coltivazione in Messico minaccerebbe gravemente l'economia di più di 480.000 famiglie di lavoratori del caffè e circa 500 organizzazioni contadine ed indigene che dipendono dal caffè.
"Noi organizzazioni produttrici di caffè biologico e convenzionale del Messico rifiutiamo con forza questa possibilità ed esigiamo dal governo che non conceda questo brevetto e che proibisca la sperimentazione e la semina di caffè geneticamente modificati nel nostro paese", ha detto Fernando Celis Callejas, consulente della CNOC, che raggruppa quasi 70.000 produttori di caffè del nostro paese.
"Per i produttori di caffè dell'America latina rappresenterebbe un duro colpo ai propri processi di miglioramento della qualità e alla conversione ad una agricoltura biologica. Nestlé non dovrebbe porre i suoi interessi economici sopra al benessere di milioni di famiglie contadine che vivono delle entrate che genera la commercializzazione dei grani e che ottengono risorse addizionali per farlo in modo sano", ha detto Victor Perezgrovas, presidente del Coordinamento Latinoamericano e dei Caraibi per un Commercio Giusto.
"Nestlé ha anche chiesto brevetti per transgenici di cacao e di batteri dello yogurt. A beneficio dei consumatori che rifiutano di mangiare organismi geneticamente modificati, Greenpeace invita la Nestlé a rinunciare pubblicamente all'uso dei transgenici, poiché i rischi che questi ingredienti creano per l'economia, l'ecologia e la salute non sono accettabili", ha detto Areli Carreón, coordinatrice della campagna dei consumatori di Greenpeace Messico.
di Greenpeace (traduzione di Gianluca Bifolchi)
da www. z-net.it