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Pentagono: l'incredibile menzogna

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ARTICOLI:


"Tutti possono constatare che nessun Boeing si è schiantato sul Pentagono"
di Thierry Meyssan

La strategia del fumo negli occhi
di Giulietto Chiesa

Pentagono: “L'incredibile reticenza”
di Paolo Jormi Bianchi


DOSSIER 9-11

L'INCREDIBILE MENZOGNA

Contenuti del film “In Plane Site” di David VonKleist

David VonKleist è musicista e cantautore da più di 25 anni. Ha una lunga carriera alle spalle come speaker radiofonico e annunciatore per pubblicità commerciali radiofoniche e progetti indipendenti. Ha condotto di recente il Dave Riddel Show alla radio WATR di Waterbury, Connecticut. Tale esperienza lo ha avvicinato a Riddel e a sua moglie Joyce Riley, dediti per gran parte del loro tempo alla causa dei veterani della Guerra del Golfo che si sono ammalati. Conduce nel tempo libero assieme a Riley il programma radiofonico The Power Hour ed è in questa trasmissione che ha affrontato temi scottanti inerenti l'11 settembre. Il suo lavoro in Dvd “9- 11 in Plane Site” è tra i più controversi contributi alla causa del movimento per la verità sull'11 settembre. Diversi esponenti dello stesso movimento criticano il suo lavoro e lo considerano dannoso per la causa.

David VonKleist ha cominciato ad interessarsi a teorie alternative a quella ufficiale su quanto accaduto negli Stati Uniti ormai quasi cinque anni fa, dopo aver visitato alcuni siti Internet come Hunt the Boeing! , la cui versione italiana è Il gioco dei sette errori , visitabile seguendo questo link: http://www.asile.org/citoyens/numero13/pentagone/erreurs_it.htm .

Si tratta di un sito realizzato dall'associazione Reseau Voltaire di Thierry Meyssan, giornalista francese, uno dei primi autori che hanno affrontato le contraddizioni della versione ufficiale su quanto è successo quel giorno.

VonKleist ha dichiarato di aver sempre snobbato ogni teoria della cospirazione su questo argomento, sino al giorno in cui si è trovato di fronte a prove sostanziali come quelle, fotografiche, diffuse dal sito internet in questione e dai lavori di Meyssan.

Le immagini del grosso buco fatto dal 757 che si è schiantato nel Pentagono alle 9:43 dell'11 settembre hanno fatto il giro del mondo. Ma alcune delle foto messe sul sito francese sollevavano seri dubbi su ciò che è realmente accaduto. Alcune foto mostrano un buco più piccolo, mentre in altri casi è ovvia l'impossibilità, guardando le immagini, che un 757 possa aver creato quei danni.

Kleist ha iniziato le sue investigazioni guardando alcune delle riviste che comunemente ogni americano può acquistare al supermercato tutti i giorni. Ha cercato di smentire i francesi osservando attentamente le foto pubblicate da quelle riviste, sulle edizioni speciali dedicate alla tragedia dell'11 settembre e all'attacco al Pentagono. Ma non è stato in grado di trovare prove fotografiche che dimostrino che un 757 abbia colpito il Pentagono. Niente coda, muso, fusoliera, ali, motore, ruote, bagagli, sedili o altro. Non ci sono foto che mostrino resti riconoscibili del 757.

Da ala ad ala, un 757 misura 38 mt. circa. Dal muso alla coda, un 757 è lungo 47 mt. , mentre la sua altezza è di 14 mt. Ora, l'altezza del Pentagono è di circa 22 mt. , ma nonostante ciò, quando si guarda il buco del Pentagono si nota che è di soli 20 mt. di larghezza. Può un aereo così grande fare un buco così piccolo?

A VonKleist e ai suoi collaboratori, il danno al Pentagono è apparso incongruente con il danno provocato dagli aerei che avevano colpito il World Trade Center. Gli aerei che hanno colpito il World Trade Center avrebbero creato un incendio così intenso da far crollare gli edifici, secondo la versione ufficiale, ma quando si guarda l'ala sinistra del Pentagono si nota che non esiste quasi traccia di danni provocati da fumo o calore.

• Al terzo piano si vede bene uno schedario e lo schermo di un computer. Nessuno dei due è danneggiato.

• Al secondo piano si nota una scrivania di legno. Non è bruciata.

• Al primo piano addirittura troviamo uno sgabello di legno con sopra un libro aperto: le pagine non sono bruciate.

Tutti i voli coinvolti nell'11 settembre erano voli transcontinentali, quindi avevano ancora i serbatoi pieni quando hanno colpito i loro bersagli e le 32 tonnellate di carburante rimaste avrebbero preso fuoco sul 757 che ha colpito il Pentagono. Eppure guardando le foto, ci si chiede se i danni causati da fumo e calore siano congruenti con quella quantità di carburante.

Un'altra domanda che si è posto VonKleist durante la sua analisi, riguarda il piano alto e il tetto del Pentagono, che dalle foto mostrano di essere crollati senza mostrare segni di impatto della coda, che era alta più di 13 mt. Come può un 757 essersi schiantato nel Pentagono senza produrre traccia dell'impatto nel punto dove la coda avrebbe dovuto colpire i piani alti?

Nel suo programma radiofonico The power Hour , VonKleist tra le altre cose ha affrontato anche gli interrogativi sollevati in seguito alla diffusione di cinque fotogrammi provenienti da una telecamera a circuito chiuso del Pentagono, che era puntata sull'edificio al momento del disastro.

Quelle immagini hanno sollevato molte più domande delle risposte che hanno fornito. Innanzitutto perché nel filmato, che è stato divulgato dalle autorità, la data nell'angolo in basso a sinistra dello schermo è sbagliata; in secondo luogo perchè le immagini sono a scatti (abbiamo detto che sono solo cinque fotogrammi) e tra il fotogramma dove non è ancora accaduto nulla e quello in cui si vede un'esplosione, manca un fotogramma che mostri un 757 che impatta con l'edificio. Si vede prima e il sereno, poi una fiammata: di aerei nemmeno l'ombra.

In terzo luogo, molti assieme a VonKleist si sono chiesti se quella fosse l'unica telecamera presente al Pentagono che, è bene ricordarlo, è il centro nevralgico della forza militare statunitense, in teoria l'edificio più sicuro del paese. Cosa stavano filmando tutte le altre telecamere? Questi deludenti cinque fotogrammi sono tutto quello che è possibile mostrare? Che fine hanno fatto le telecamere, si chiede VonKleist, che si trovano nei corridoi del Pentagono?

Il giornalista e conduttore radiofonico sostiene anche che pare ci fosse una stazione di servizio la cui videocamera era puntata nella direzione dove il 757 avrebbe colpito il Pentagono. Pare che subito dopo l'accaduto agenti federali siano andati là ed abbiano confiscato il film.

Nel 2003 VonKleist pubblica un articolo dal titolo Dall'inganno alla rivelazione , dove denuncia tutti gli interrogativi che stiamo via via analizzando. L'articolo è consultabile a questo indirizzo: http://www.thepowerhour.com/911_analysis/report.htm . L'autore ha cominciato allora a ricevere da diverse persone, desiderose di dare un contributo alla verità, alcune foto scattate subito dopo l'impatto, e prima che i muri esterni crollassero.

Sembra davvero che ci siano poche prove di un buco abbastanza grande da contenere un 757. La larghezza di questo buco va dai 4 ai 5 mt. La domanda è, come può un 757 stare in un buco di 5 mt. senza lasciare tracce o rottami sul Pentagono?

In una foto si vedono i pompieri che tirano fuori dai camion le manichette.

In primo piano si vedono delle bobine di cavi, lasciate nel giardino di fronte al Pentagono da giorni, dopo che quest'area era stata ristrutturata. A destra delle bobine e sulla facciata del Pentagono si vede che parte del cemento della facciata si è rotto, mentre a sinistra di quell'area, dove la facciata si è rotta si vede chiaramente che il Pentagono non è ancora crollato.

C'è qualche incendio, quell'area sembra essere l'unica ad avere un buco grande dai 4 ai 5 mt. , e viene da chiedersi come possa un 757 entrare in un buco di 5 mt. senza lasciare rottami sulla facciata dell'edificio. Si vede anche che il tetto dell'edificio è messo male, ma non è ancora crollato.

In un'altra foto, un passante scioccato vede esattamente quello che viene mostrato nella foto precedente. Tutto come prima: il Pentagono non è ancora crollato, ancora una volta non c'è traccia di alcun rottame, nessuna coda, fusoliera, ali, ruote, motore, sedili. Nessun bagaglio, niente all'esterno del Pentagono.

Il camion nell'angolo in basso a sinistra, è il numero 331 dell'Autorità Aeroportuale del Metropolitan Washington. VonKleist aveva invitato nella sua trasmissione il comandante di tale Autorità, il signor Plower, e questi aveva acconsentito a partecipare, assieme ad altri pompieri. Ebbene, un'ora prima della diretta radiofonica, Plower e i suoi ragazzi hanno disdetto. Non solo, hanno preso poco dopo una aspettativa dal lavoro.

Altre foto ricevute da VonKleist meritano attenzione. In una in particolare si vede che la schiuma antifiamme viene spruzzata sulla facciata del Pentagono, che non è ancora crollata. Al centro della foto si vede una grossa area dove parte del cemento della facciata è rotto, e dove sembra che questo sia l'unico buco sulla facciata del Pentagono.

Anche questo non è certo grande abbastanza per un 757. Si vedono i piani superiori non ancora crollati, soprattutto non sembra ci sia alcun danno, alcun segno della collisione. Lì dove avrebbe dovuto impattare la coda, altra 13 mt., di un Boeing lanciato a tutta velocità, ci sono finestre con i vetri ancora integri.

Nulla è rimasto di quell'aereo, e nessuno ha mai potuto vedere alcun rottame. L'aereo si sarebbe completamente disintegrato. David Ray Griffin, autore di libri sull'11 settembre, uno studioso che più avanti conosceremo meglio, si è chiesto: se ci è stato detto che i corpi delle vittime, in particolare i passeggeri del Boeing, sono stati identificati grazie alle impronte o al DNA, come è possibile che l'aereo sia andato completamente distrutto? Che tipo di incendio può eliminare alluminio ed acciaio ma lasciare intatti corpi umani?

  

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