Altri contributi (in italiano)
IL CROLLO DELLE TWIN TOWERS 
L'intervento di Jeff King alla conferenza “Confrontare le prove – Per la riapertura del caso 11 settembre” - New York, 11 settembre 2004
«Ho studiato fisica al Mit, ho fatto ingegneria elettrica per circa otto anni. Ho avuto molte esperienze pratiche di ingegneria. Quando ho visto i crolli, mi sono subito convinto che non fossero spontanei. La prima cosa che ho fatto è stato parlare con un collega in pensione dell'esercito che si è occupato di molte demolizioni e costruzioni. Gli ho mostrato i video del fatto, disponibili per il pubblico. Lui mi ha subito fatto notare delle piccole nuvolette di fumo che all'inizio uscivano dagli edifici, segno evidente di una demolizione controllata. Non sapeva che altro pensare ma ha detto che senza dubbio si trattava di una demolizione controllata. La cosa mi ha spinto a continuare ad esaminare e a cercare di raccogliere più prove possibili. La domanda che mi facevo era cosa non sappiamo e perché non lo sappiamo? È un modo per parlare del fatto che, a questo punto, non abbiamo ancora una spiegazione plausibile per ciò che è successo agli edifici.
Ci sono stati molti studi, di cui parlerò, per cercare una spiegazione plausibile ai crolli. Finora, nessuno di questi ci ha mostrato qualcosa che si potrebbe ragionevolmente chiamare un resoconto convincente e dettagliato del perché.
Rimane inoltre la domanda sollevata in precedenza, sull'enorme distruzione di prove, il sito è stato ripulito tenacemente. Di tutta la massa di materiale degli edifici distrutti, il National Institute of Standards and Technology che sta conducendo l'indagine attuale, ha potuto recuperare solo 240 pezzi dell'intero edificio. Tutto il resto è stato riciclato.
La domanda che ci si pone è: è stata una demolizione controllata? Vuol dire che qualcuno ha avuto accesso agli edifici per molto tempo per organizzare tutto questo. Sottintende che la gente che controllava il sito aveva interesse a ripulirlo per bene e a fare in modo che nessuna informazione fosse più disponibile, e che non si potesse farne una ricostruzione forense. Anche per catastrofi minori, di solito ricostruiamo le cose in maniera il più completa possibile. Per esempio, per il volo Twa 800, i rottami sono stati recuperati dal fondo del mare. È stata fatta una ricostruzione accurata per studiare i dettagli. In questo caso è stato fatto esattamente l'opposto.
Il primo vero rapporto è stato pubblicato dalla Fema ( Federal Emergency Management Authority – Autorità Federale di Gestione delle Emergenze ) insieme all'American Society of Civil Engineers ( Associazione Americana Ingegneri Civili - Asce ). Era in pratica un gruppo di volontari della Asce, con accesso molto limitato al sito. Molti dei pezzi che sono stati in grado di trovare sono stati recuperati andando nelle discariche e cercando oggetti interessanti prima che li buttassero.
[Nota degli autori del Dvd Confronting the Evidence: a Call to Reopen the 9-11 Investigation : sono stati spesi solo 600. 000 dollari per l'indagine sul Wtc, contro i 40 milioni di dollari spesi per indagare Bill Clinton nell'affaire Monica Lewinsky.]
Il rapporto iniziale della Fema confermava che il cherosene sarebbe bruciato molto velocemente. Ciò che non è stato distrutto nell'incendio iniziale si sarebbe consumato abbastanza rapidamente, e sarebbe servito a dare fuoco al resto del materiale. Qui oltretutto il combustibile era solo il contenuto dell'ufficio.
Pensiamo agli uffici moderni con fotocopiatrici, computer e come accennato in precedenza, il fumo, soprattutto nell'Edificio Due poco prima del crollo era molto nero. Questo indica di solito un incendio inefficiente in cui c'è poco ossigeno rispetto alla quantità di combustibile.
Questi tipi di incendi di solito bruciano pian piano. Non si tratta di fiammate tipo torce.
Guardando i diagrammi dell'edificio, si vede che c'era un grande rettangolo centrale in ciascuna torre, che conteneva 47 colonne. Queste colonne erano in pratica la struttura di supporto principale dell'edificio. Avevano lo scopo di sostenere l'intero carico gravitazionale dell'edificio. Essendo così massicce, si sarebbe pensato che avrebbero in qualche modo resistito al crollo.
In realtà, come si è visto dopo il crollo solo pochi resti delle colonne sono rimasti in piedi fino ai primi piani. All'interno, le colonne non contenevano nulla di infiammabile. L'interno, in pratica, serviva per cose tipo cavi dell'ascensore, cavi di servizio, scale. Quindi c'era materiale secco, magari un po' di moquette, ma in realtà nessun materiale infiammabile di per sé.
L'interno è stato disegnato in modo da non fungere da camino. Non volevano, in caso d'incendio, che il fuoco potesse viaggiare attraverso gli ascensori, né che l'aria entrasse attraverso gli ascensori. L'architetto Aaron Swirsky li ha disegnati con un sistema chiamato a chiusura ermetica. C'erano finestre antincendio in grado di chiudere l'interno in un caso come questo. Le finestre, a quanto ne sappiamo, hanno funzionato bene, il che vuol dire che la quantità di ossigeno era limitata.
Per quello che riguarda cosa non ha funzionato e perché, alcune considerazioni iniziali sono nel documentario della Nova, un buon esempio di ciò che chiamo prova di animazione al computer: le animazioni sono solo disegni animati, non provano nulla, a differenza di quanto vogliono farci credere.
Thomas Egar, uno scienziato ma non un ingegnere, che è divenuto portavoce di questi documentari pieni di animazioni e senza prove, ha suggerito che i piani abbiano ceduto, che i supporti dei piani non abbiano funzionato (Pancake Theory). Questa era la teoria annunciata in realtà nel primo rapporto della Fema. In seguito, è stato contraddetto tutto. Jim Hoffman ha condotto una ricerca approfondita in proposito, disponibile su Internet, contenente l'idea che i piani siano semplicemente caduti. C'è stato uno studio da parte della Weidlinger & Associates, il cui ingegnere capo era Mathis Levi, un autorità in fatto di crollo di edifici. Levi ha scartato l'idea della sovrapposizione o del crollo dei piani. Inoltre, il rapporto ufficiale più recente in merito dell'Istituto Nazionale di Standard e Tecnologia (Nist), ha scartato l'idea del crollo dei piani.
Quindi, come risultato non abbiamo a questo punto nessun modello sequenziale. La Nist ha suggerito che ci sia stato un crollo simultaneo degli interni, ma non ha cercato di fornire nessun modello per provare se in realtà siano stati distrutti dalle fiamme come loro sostengono. Purtroppo il materiale che avrebbe consentito un'analisi dettagliata, la prova fisica, non c'è più.
Una delle cose per me più indicative del fatto che questo non avrebbe potuto essere il tipo di crollo di cui ci hanno parlato, è la presenza di nuvole di polvere. Come avete visto nelle foto, e sono sicuro che tutti ne abbiamo viste più di quello che avremmo voluto, c'erano grosse nuvole di fumo denso che avviluppavano la zona che attraversavano il fiume, fino quasi al New Jersey. Questo genere di flusso è conosciuto bene in fisica e in maniera naturale succede solo in due casi. Primo, le eruzioni vulcaniche, quando una quantità di lava all'improvviso esplode nell'aria dividendosi in piccole particelle. La seconda situazione è chiamata torpidità delle correnti. Questo avviene lungo i bordi del continente dove fango o sedimenti cadono, rimanendo a galla sull'acqua. L'elemento in comune è che ci sono massicce quantità di un materiale denso che va a galla velocemente, creando un altro liquido denso che è poi la nuvola di polvere. Quel liquido può raggiungere velocità elevate.
Il problema con la formazione di questo liquame di particelle è che non sia stata proposta alcuna successione. Abbiamo piani di cemento coperti di moquette o pavimentazione. Ci sono mobili, abbiamo piani che diventano tutt'uno in un crollo. Ma il cemento è in realtà protetto da questi strati.
Nella fase iniziale del crollo, nei primissimi momenti, si vedono queste nubi dense, espulse a velocità altissima. Sono dense perché scorrono verso il basso diventando parte di un flusso più grande. Ci stanno dicendo che il cemento è saltato in aria, è esploso, e poi è stato espulso, mentre i piani crollavano uno sull'altro.
Non è una dinamica molto plausibile [a meno che non ci sia stata una esplosione, ndr] ma non ho ancora sentito nient'altro per spiegarlo. Parecchie persone presenti sul posto ci hanno detto che la polvere era in gran parte cemento e che la quantità di pezzi di cemento intatti e macroscopici sul posto era trascurabile. In pratica tutto era stato ridotto in polvere.
Casualmente, poi, sappiamo anche che altre cose a parte il cemento, sono state ridotte in polvere. Anche il contenuto dei computer, il metallo dei chip e cose del genere, è stato trovato nella polvere, in particelle molto piccole, generalmente nell'ordine di meno di cento micron di diametro. Quindi c'è un problema di dinamica su cosa, durante il crollo, abbia potuto polverizzare tutte queste cose.
Perché le torri crollassero, nel modo in cui abbiamo visto, le colonne avrebbero dovuto crollare in se stesse. Sono andate dritte giù. L'acciaio mantiene molta della sua interezza strutturale, persino quando è surriscaldato, finché non ci si avvicina al punto di fusione non si vede una gran perdita di forza. Questo è ciò di cui delle colonne verticali che crollano in se stesse, che significa una perdita completa della forza meccanica. Riguardo agli impatti iniziali, lo studio recente del Nist ha trovato qualcosa di interessante sulla World Trade Center Due.
L'analisi del video mostra che ha oscillato per circa quattro minuti, dopo essere stata colpita dall'aereo. La velocità dell'oscillazione era identica a quella che ci si sarebbe aspettati dalla torre intatta. Le torri del Trade Center e gran parte degli edifici moderni, sono ampiamente “abbondanti” nel senso che il carico può essere spostato su altre parti se qualcuna di queste cede. È ciò che abbiamo visto in questo caso. Le spinte si ridistribuiscono, ma in caso di ulteriori cedimenti delle parti strutturali, la redistribuzione è limitata. Succede che la struttura si ristabilizzi, e a meno che ci sia un ulteriore, grave danno, non si verifica un crollo totale.
Il World Trade Uno ha iniziato a crollare dall'alto dopo un'ora e 40 minuti. È difficile immaginare il contenuto degli uffici surriscaldarsi a poco a poco in quel lasso di tempo. Che un edificio crolli dall'alto, che è la parte meno pesante, è altrettanto strano.
Un altro paio di anomalie.: sappiamo di esplosioni, in particolare esplosioni sotterranee in entrambe le torri al momento dell'impatto, grazie ad un ingegnere edile, Phillip Morelli. Su Internet si trovano le interviste che gli hanno fatto.
Dal film dei fratelli Naudet, 9/11 , vediamo che la lobby della Torre Nord era gravemente danneggiata da uno scoppio del tipo di un potente esplosivo. Questo immediatamente dopo lo schianto dell'aereo. Ma sappiamo che il fine settimana prima era mancata la corrente, e sembra siano state fatte delle prove di evacuazione per tutta la settimana prima. Questo indica che almeno qualcuno sapeva che qualcosa stava succedendo. La mancanza di corrente potrebbe essere stato il momento in cui le cariche per la demolizione sono state poste. Anche se credo possibile che siano state messe durante un periodo di tempo più lungo, considerata la relativa accessibilità degli edifici.»
IL CROLLO DELL'EDIFICIO 7
Dal film “Confronting the evidence", con aggiunte e integrazioni
L'edificio Numero Sette del World Trade Center aveva 47 piani, con una struttura d'acciaio. Nessun aereo lo ha abbattuto, né le torri l'hanno travolto. Eppure, questo edificio si è disintegrato l'11 settembre.

L'immagine satellitare che segue mostra il World Trade Center circa un anno prima dell'attacco. L'Edificio Sette è l'edificio alto al centro. L'Edificio Uno è la Torre Nord. Si può distinguere dalla Torre Sud per via dell'antenna. Gli Edifici Quattro, Cinque e Sei erano uffici. L'Edificio Tre era un hotel.

L'attacco dell'1 1 settembre ha distrutto tutti e sette gli edifici oltre ad aver danneggiato alcuni edifici circostanti. Questa è la vista aerea delle macerie dell'Edificio Sette. La pila è piccola: come può un edificio di 47 piani sgretolarsi in una piccola montagna di macerie?

L'amministrazione Bush ci vuole far credere che il fuoco le ha disintegrate. Il fuoco è iniziato nell'Edificio Sette alle 9:00, pochi minuti dopo lo schianto nella Torre Sud. Gli incendi sono durati tutto il giorno. La foto successiva è delle 15:00. Ci sono fiamme provenienti solo da poche delle migliaia di finestre di questo grande edificio. La maggior parte dei piani non aveva incendi e quelli che ce li hanno, bruciano in zone isolate. In confronto ad altri incendi di uffici, questi sono piccoli. Perché il sistema antincendio non li ha spenti?

La prossima foto mostra il retro dell'Edificio Sette. Neanche questo lato dell'edificio ha incendi. Non c'è alcun incendio intorno all'edificio. Casualmente, sullo sfondo di questa foto, ci sono gli Edifici Cinque, sulla sinistra e Sei a destra.
Entrambi hanno incendi seri al loro interno. Il governo non si è mai preso la briga di spiegare cosa è rimasto del Cinque dopo quei grossi incendi.

Nonostante gli incendi nel Sette fossero così piccoli che il sistema antincendio avrebbe dovuto spegnerli, alle 17:30 circa, l'edificio è improvvisamente imploso, ed è crollato in un mucchio di macerie. Possono dei piccoli incendi aver fatto crollare il Sette? Secondo Bill Manning, direttore di Fire Engineering, una rivista per pompieri, gli incendi non distruggono l'acciaio.
Larry A. Silverstein è un immobiliarista a capo della Silverstein Properties Incorporated. Sostenuto da diversi investitori, Silverstein ha firmato un contratto d'affitto per il complesso del World Trade Center appena sette settimane prima della sua distruzione. Silverstein già possedeva l'edificio Sette, quello di cui stiamo parlando. Dopo il disastro, Silverstein ha ricevuto in pagamento dall'assicurazione, stipulata appena poche settimane prima, tre miliardi e mezzo di dollari.
In Painful Deception di Hufschmid viene mostrato un filmato, dal film della Pbs America Rebuilds , in cui Larry Silverstein, intervistato, dichiara: «Mi ha chiamato il Comandante della stazione dei Pompieri dicendo che non sapevano se avrebbero potuto controllare l'incendio, ed io ho detto, “Abbiamo perso così tante vite che forse la decisone più saggia è quella di mollare.” Hanno deciso di mollare e hanno guardato l'edificio crollare.»
Il termine “mollare”, che Larry Silverstein ha appena usato [in originale “pull it”, letteralmente “tirarlo”, ndr] è gergo del settore che sta per una demolizione controllata. Cosa dice Larry Silverstein di preciso? Dice che il Sette è stata una demolizione controllata? Se sì, è possibile che in mezzo al completo isterismo della mattina dell'11/9, un gruppo di demolitori possa aver tirato giù il Sette nel giro di poche ore? Molte delle demolizioni controllate necessitano fino a due settimane di pianificazione. In questo caso, l'unica spiegazione plausibile è che una demolizione controllata fosse stata decisa prima dell'11 settembre.
|