I risultati di Rubbia in Italia
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Cara Megachip,
desidero fare alcune precisazioni sull'articolo di Germana Pisa, che parla anche del Progetto del Solare Termodinamico lanciato dal Nobel Carlo Rubbia, ex-presidente dell'Enea. Io sono ricercatore all'Enea e ho informazioni su questo progetto. Comunque le mie opinioni non rappresentano la posizione dell'Enea.
Rubbia ha dichiarato che il suo progetto sul solare termodinamico è stato affossato perchè non è stata approvata la legge di incentivazione per promuovere il solare termico così come è accaduto in Spagna.
In realtà il prototipo è ancora lontano dal raggiungere le prestazioni di progetto: il tubo collettore che convoglia il calore riflesso dagli specchi è provvisorio e vi sono problemi per i sali fusi termovettori. Tutto questo ha rallentato la costruzione dell'impianto a grande a scala con le prestazioni ipotizzate nel progetto originario.
In particolare l'impianto prevede l'utilizzo di un tubo collettore con materiale Ceramico – Metallico Cermet, che è stato brevettato, ma non ancora costruito. La mancanza del tubo collettore che convoglia il calore proveniente dagli specchi parabolici ha implicazioni sul sistema dei sali fusi che hanno la funzione di accumulare il calore: le Temperature raggiunte di 400 C sono più basse di quelle progettate, pari a 550 C .
Tutto questo fa sì che le prestazioni raggiunte oggi dal prototipo (che si trova qui in Casaccia) siano più basse di quelle di progetto. Prestazioni più basse significano costi più alti, cioè incentivi maggiori.
Ad oggi l'innovazione principale di questo impianto consiste nel sistema degli specchi parabolici (brevettato) che consente di raggiungere temperature un po' più alte degli impianti esistenti e facilita le operazioni di manutenzione. Per il resto non ci sono grandi miglioramenti rispetto agli impianti termodinamici già in commercio (Israele è leader mondiale in questo settore). L'Enea è tuttora impegnato nella risoluzione di problemi tecnici – costruzione del tubo collettore innovativo e problemi nel circuito dei sali fusi – che impediscono al prototipo di essere funzionante così come lo si era progettato.
Esistono certamente responsabilità dell'Enel, che non ha realizzato l'impianto a grande scala – seppure con prestazioni inferiori di quelle di progetto -, e del precedente governo che non ha fatto pressioni sull'Enel (comunque il finanziamento era subordinato all'entrata in produzione dell'impianto). Ribadisco le grosse perplessità sulla politica dell'Enel, che preferisce fare grandi investimenti all'estero piuttosto che puntare sulla produzione di energia rinnovabile qui in Italia e ha scorporato il Cesi ricerche che si ritrova senza finanziamenti.
In sintesi, le dichiarazioni di Carlo Rubbia sul progetto solare termodinamico in Italia sono, a dire il meno, alquanto parziali e incomplete. Tengo a precisare, inoltre, che non sono affatto d'accordo con quello che pensa Rubbia sulle biomasse e sull'energia eolica – Rubbia afferma che queste fonti energetiche possono dare un contributo limitato. Oggi i consumi di energia primaria dalle biomasse toccano punte del 20% in Finlandia e del 15% in Svezia e Austria; in Brasile l'etanolo soddisfa circa il 30% della domanda di carburanti; in Germania vi sono 19.000 MW di energia eolica (cfr. ad esempio “Perché non soffia il vento dell'eolico” di Marco Iezzi e Stefano Sylos Labini , www.lavoce.info , sezione energia e ambiente).
Cordiali saluti
Stefano Sylos Labini
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Ringrazio Sylos Labini delle importanti precisazioni sulla centrale solare termodinamica di Carlo Rubbia: è importante che queste notizie siano note alla opinione pubblica. La centrale di Rubbia – come riferisce ‘Newton'- è stata realizzata in Spagna, nel sito di Almerìa convivendo con altre centrali solari tradizionali. L'articolo e la intervista che ho tratto dalla rivista e qui proposti in parte sono leggibili integralmente all'indirizzo _ http://www.lombardia.megachip.info/vis_cont.php?id_art=717 . Anche ‘Repubblica' si sta occupando dell'argomento in un servizio a puntate.
Germana Pisa |