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Il presidente Usa fa della giustizia l´ancella della forza - 20-10-06

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Intervista di Umberto De Giovannangeli con Domenico Gallo

«Con questa legge anti-diritti imposta da George W.Bush in nome della guerra al terrorismo, la giustizia diviene ancella della forza». A denunciarlo è Domenico Gallo (membro del comitato scientifico di Megachip), tra i più autorevoli studiosi del diritto internazionale. «Questa legge - sottolinea il giurista - rompe il principio della eguale dignità di tutti gli uomini».

Qual è la sua valutazione sulla controversa legge anti-terrorismo firmata l´altro ieri dal presidente Bush?

«Mi sembra una legge attraverso la quale il presidente Bush, con il favore del Congresso, fa i conti o, per meglio dire, regola i conti con la Corte Suprema e tende ad affermare quello che è uno degli obiettivi strategici della sua politica, vale a dire ridurre lo spazio del diritto incrementando l´arbitrio dei poteri, quindi la facoltà di chi esercita i poteri di sovranità di esercitare poteri arbitrari al di fuori del recinto del diritto e dei diritti. Questa è una tendenza in atto in tutto il mondo, anche nel mondo occidentale democratico dove c´erano dei cardini e dei presidi, ma non vi è dubbio che negli Stati Uniti viene portata fino alle estreme conseguenze».

Quali sono nel merito gli aspetti di questa legge che la rendono più inquieta?

«L´aspetto più inquietante è che viene codificata una riduzione degli uomini in due categorie. In altri termini, viene rotto il principio della eguale dignità di tutti gli uomini. Questo è un principio che è alla base della Carta dell´Onu e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell´Uomo. È un principio che gli Stati Uniti hanno contribuito in passato ad affermare nell´ordine internazionale e che adesso invece lo rinnegano completamente. Questa legge introduce un diritto duale e introduce anche categorie duali di diritti. Si tratta di uno strappo di inquietante gravità. Ci sono degli uomini che hanno un patrimonio di diritti e altri a cui non viene riconosciuta eguale dignità e quindi non viene riconosciuto un eguale patrimonio di diritti. Quindi si crea un diritto speciale per soggetti ai quali viene riconosciuta una inferiore dignità umana. Gli Stati Uniti hanno codificato una cultura dell´emergenza che giustificava ogni abuso in nome della guerra al terrorismo. E tutto questo avviene violando quelli che sono i cardini dell´organizzazione dei poteri in uno Stato democratico, ripristinando un giudice che non ha le garanzie di indipendenza e di neutralità che devono essere inerenti alla funzione giurisdizionale perchè venga riconosciuta tale, tant´è che la Corte Suprema aveva criticato queste commissioni speciali dicendo che coloro che ne fanno parte non possono essere considerati dei giudici; più che altro sono dei rappresentanti dell´esecutivo. In questo modo cambia la natura della giustizia perchè la giustizia non diventa più una funzione dello Stato attuata da un organo imparziale e terzo, quindi separato rispetto al potere principale, ma diventa un modo di proseguire l´uso della forza con altri mezzi. La giustizia diventa l´ancella della forza».

C´è chi sostiene che la legge anti-terrorismo voluta da George W.Bush deve suonare come un campanello d´allarme anche per l´Europa.

«Condivido pienamente questa preoccupata considerazione. Si tratta di un campanello d´allarme assordante, e guai a sottovalutarne la pericolosità. Noi viviamo in un mondo globalizzato e poi sappiamo per esperienza che le impostazioni politiche e giuridiche che fanno valere le grandi potenze poi un po´ alla volta filtrano e finiscono per divenire il paradigma anche per gli altri ordinamenti. La prima cosa che si può dire è che in questo modo viene ampliato il fossato fra le due sponde dell´Atlantico. Per fortuna la nostra sponda è governata dalla Convenzione Europea dei Diritti dell´Uomo ispirata da tutt´altra logica. Ma io mi chiedo quanto può durare il rispetto effettivo in Europa di questa Convenzione nel momento in cui gli Stati Uniti comunque esercitano influenza, esercitano una sorta di leadership su molti Paesi europei, come quelli dell´Est che poi fanno parte dell´Unione Europea. Noi siamo fortemente colpiti da questa novità negativa e dobbiamo far valere l´importanza della diversità europea; una diversità positiva che può anche divenire un punto di riferimento per gli stessi Stati Uniti affinchè si determini un ripensamento rispetto a queste scelte assolutamente infauste».


da unita.it

 

 

  

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