I cattolici dimenticati - 10-5-07
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di Salvatore Scaglione
Ci sono molti cattolici – non necessariamente impegnati sul palco mediatico – che non andranno al Family day (orrenda denominazione per gli eredi di chi in altri tempi usò l'ebraico, il greco e il latino). Non andranno ma non sentono l'impellenza di fare conoscere questa loro assenza se non direttamente interpellati. In quel caso, trascurando il dovere dell'obbedienza, sono pronti a sottolineare il loro dissenso netto da questa iniziativa, e da altre simili. Per necessità statistica, la maggioranza sta dalla loro parte. Si tratta spesso di persone cui siamo debitori per i contributi di spessore che danno alla riflessione, spesso anche a quella del rapporto laici-credenti. Eppure la grande informazione li ignora. Ci racconta dettagliatamente le patetiche dichiarazioni di ministri che marceranno (o amerebbero tanto marciare) sotto le insegne di una Curia fondamentalista, fingendo di non capire che quella manifestazione intende essere principalmente – se non esclusivamente - contro questa maggioranza ed in esplicito accordo con tutte le destre. Dovendo supporre infatti che i problemi della famiglia tanto repentinamente messi in agenda, non sono nati né si sono aggravati alla fine di febbraio dell'anno di grazia 2007. Di chi non andrà però la grande informazione tace. C'è dunque da chiedersi per l'ennesima volta che se è il padrone a fare notizia e non il cane, chi è il cane e chi il padrone fra i numerosi Rutelli e Mastella e la grande folla del dissenso.
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