L'ombelico del mondo della signora Brambilla è un paesotto tra Lecco e Bergamo, Calolziocorte. Con qualche propaggine a Merate, sempre nella Brianza lecchese, e in pieno centro a Milano, in via Torino. Ma è difficile scoprire che lavoro faccia davvero la signora. Affidate alle sue cure ci sono un paio di aziende attive nel settore alimentare-ittico e un ruolo di secondo piano nell'azienda di famiglia. Si può davvero definire la leader dei giovani imprenditori di Confcommercio, con la passione degli animali, una vera business-woman? Sia chiaro, per ottenere l'imprimatur di donna-simbolo del nascente Partito della Libertà nell'opinione pubblica e soprattutto tra i potenziali elettori non basteranno le 10-azioni-10 detenute nel capitale della storica Trafilerie Brambilla . Né il commercio e l'import-export di salmoni, gamberi, foie gras e cibo per animali, suo core business nonché l'attività che le ha consentito di battersi per il vertice di Confcommercio.
Quanto all'impegno nell'azienda di famiglia, è lecito sollevare qualche dubbio. Anche perché, secondo quanto appreso da Milano Finanza, dal 20 aprile la dottoressa in filosofia ed ex modella per il calzaturificio Omsa non ha più quel peso che aveva prima nelle Trafilerie. Le resta sì il ruolo di consigliere delegato, ma ora le sue deleghe sono limitate alla comunicazione e alle relazioni sindacali. Nessuna responsabilità strategica, che resta salda nelle mani di papà, classe 1941. Nell'ultimo cda dell'azienda che produce e lavora fili trafilati per molle in acciaio e inox, e che fattura 42,3 milioni di euro con un utile netto di 236 mila euro, sono state riviste le deleghe dei tre amministratori.
Il presidente rimane papà Vittorio Brambilla (socio al 50%, con un 20% in pegno alla Popolare di Sondrio), mentre Alessandro Valsecchi è l'altro consigliere delegato dell'industria, che ha debiti per 38 milioni e che scommette sull'esportazione della produzione in particolare in Germania, dove è stato trovato un nuovo partner, la Interkabel. E Michela Vittoria? Dovrà «organizzare fiere ed eventi, sviluppare politiche di marketing operativo e strategico e selezionare personale specificatamente per l'area public relation». Un ruolo assai più defilato rispetto a quando i siti internet la celebravano nel ruolo di amministratore delegato.
Gli impegni. Certo, forse non tutto il male viene per nuocere. Da una parte l'imprenditore brianzolo per tradizione pretende tantissimo dai rampolli che decidono (magari anche controvoglia) di entrare nell'azienda di famiglia: non perdona loro il minimo errore, gli fa sudare lo stipendio (spesso più basso della media perché «tanto un giorno tutto questo sarà tuo») e, se si tratta di figlie femmine, diventa ancora più esigente.
Dall'altro lato, il ruolo più di immagine che operativo all'interno delle Trafilerie consente alla Brambilla di dedicarsi ai suoi nuovi impegni, sorta di hobby trasformati in business, primo fra tutti la neonata Vittoria Media Partners, società proprietaria del Giornale della Libertà il cui direttore responsabile è Marco Barbieri, ex Punto.Com, Provincia di Varese e Provincia di Lecco.
La newco è stata fondata a giugno con un partner come Salvatore Sciascia, che le cronache giudiziarie di Tangentopoli ricordano quale direttore di servizi fiscali di Fininvest. Sciascia è l'uomo di fiducia del Cavaliere: confessò di aver versato tre tangenti alla Guardia di finanza in relazione alle verifiche sui conti di Videotime (1989), Mondadori (1991) e Mediolanum (1992). Tangenti che portarono, il 21 novembre 1994, all'invio del tanto discusso avviso di garanzia a Berlusconi premier.
È insomma Sciascia il trait d'union tra la Brambilla e il capo di Forza Italia, ed è presidente della Holding Italiana Quattordicesima, vicepresidente di Immobiliare Idra e consigliere di Fininvest.
Cani, gatti e pesci. C'è poi l'impegno nel sociale grazie all'amore incondizionato per gli animali. Sicché la signora è anche presidente della Lega nazionale per la difesa del cane, gestisce il canile provinciale, dirige il trimestrale Il Corriere a 4 zampe e cura un rubrica fissa, Cani, gatti & co, sulla Provincia di Lecco. Inoltre, nella bellissima (e monumentale) villa di famiglia, con un parco di 10 mila metri quadrati di verde, trovano ricovero 23 cani, 14 gatti, quattro cavalli, tre capre e un asino.
Ha a che fare con gli animali anche l'altra attività di Michela Vittoria. Con l'onnipresente papà (che ha il 60% del capitale), la signora della Casa delle Libertà guida il piccolo gruppo Sal e la Sotra Coast International, con la quale, come amministratore unico (e socio al 40%), nel 2006 si è assicurata uno stipendio di 125 mila euro.
Il business è quello dell'importazione, esportazione e vendita di prodotti ittici, freschi, congelati e surgelati. Le aziende funzionano, crescono, garantiscono utili ma non dividendi. Il polo ittico assicura alla Brambilla un giro d'affari di 20 milioni e utili per 330 mila euro. Un piccolo universo, fatto di prodotti importati da Scozia, Norvegia, Canada e Spagna, che ha trovato il sostegno di catene quali Carrefour e Coop.
Sì, proprio le odiate (da Silvio) cooperative rosse, di sinistra. E siccome il business «è in fase crescente», anche grazie all'accordo di vendita con l'austriaca Rewe-Billa-Standa (che ironia della sorte fu proprio di Berlusconi), l'anno scorso la Sal ha investito 3 milioni per comprare, con un leasing di Banca Italease, la nuova sede a Brivio, nel Lecchese. Infine Brambilla e il compagno Eros Maggioni si sono lanciati nel business del mattone: a febbraio hanno costituito, a Cusano Milanino, la Bruijta, per ora inattiva. Questo, dunque, il ritratto un po' impietoso della signora Brambilla , candidata (forse) a guidare il centro-destra in Italia dopo Berlusconi. |