Sui KW di Marco Niro - 11/09/07
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Cara Megachip, [con una risposta di Marco Niro]
scrivo per correggere qualche dato contenuto nell'articolo “Il kw più pulito è quello che non si consuma”. non corretto.
a) Posto che è verissimo che il miglior chilowattora è quello
risparmiato, e che è verissimo che in Europa si potrebbe, e sarà necessario, risparmiare
un 20% dell'energia attualmente sprecata da abitazioni "sprecone", lampade
tradizionali, addirittura piani cottura elettrici (un vero massacro
energetico in una nazione che brucia combustibili fossili per produrre
elettricità), posto tutto questo, purtroppo non basterà. Il petrolio
aumenterà sempre di prezzo, e la gente che oggi non ha una lavapiatti (il
60% delle famiglie europee ancora non ce l'ha) la vorrà, come l'aria
condizionata in molti uffici e abitazioni. Perciò è fatidico che anche in
presenza di (speriamo) consistenti risparmi energetici si vada verso un
aumento per via dell'incremento di apparecchi installati.
b) Per quello che ne so, difficilmente il parco eolico costerà solo 1
milione di euro. Con 16 mulini a vento installati, sicuramente saranno almeno 16
milioni di euro, ma probabilmente di più (i mulini costano 1 milione
l'uno i più piccoli, fino a 2,5 /3 milioni l'uno i più grandi).
c) 16 mulini da 1 megawatt l'uno producono ogni anno, considerando una
ventosità media (e sembra che sul posto ce ne sia molto, di vento),
32.000 megawattora. Per ottenere la stessa produzione di energia da pannelli
fotovoltaici servirebbero oltre 100.000 pannelli fotovoltaici da 200 watt
l'uno, con una superficie occupata pari a circa 400.000 m2 (ovvero 40
ettari), e un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro.
Questi dati sono ottenuti moltiplicando per 32 un preventivo per la
realizzazione di un parco fotovoltaico per la produzione di 1.000MWH/anno, dove servono
3800 pannelli con un investimento di 4,5 milioni di euro e una superficie
occupata pari a 12.000m2. E' evidente quindi che le grandezze non sono
confrontabili. I MULINI possono produrre, economicamente, energia in
concorrenza con centrali termiche che bruciano combustibili fossili,
sfruttando una porzione limitatissima del territorio e con investimenti
ragionevoli. I pannelli possono AIUTARE, dove non c'è vento, e dove c'è
molto sole, e dove ci sono tetti a disposizione, fornendo l'energia che
serve ad una abitazione o a un condominio. Ma bisogna anche sempre tenere
conto che un mulino a vento restituisce l'energia servita per produrlo in
meno di dieci anni, mentre un pannello fotovoltaico ci mette vent'anni.
Attenzione! Nulla contro i pannelli fotovoltaici, anzi serviranno
ASSOLUTAMENTE anche questi, ma in base alle tecnologie attuali è
IMPROPONIBILE pensare a produrre energia in quantità considerevoli con i
pannelli, che occuperebbero ettari ed ettari di terreno (i tetti non
basterebbero che in minima parte), e sono improponibili i confronti sui
COSTI di produzione. INFATTI ci sono attualmente parecchie imprese che
investono privatamente nella realizzazione di impianti eolici, NESSUNA
che realizza impianti fotovoltaici su grande scala (cioè per produzioni di
1000 MWH/anno e più).
c) Infine, un appunto sulla produzione accentrata/decentrata. la
produzione di energia eolica è oggi presidiata in massima parte da operatori che
NON fanno parte del "club" dei grandi produttori di energia
(ENEL/EDISON/etc).
E' un dato di fatto, sarà perchè i grandi non ci hanno creduto, perchè
l'hanno ritenuta una minaccia, ma si stanno svegliando solo ora. Ed è
così in tutto il mondo.
Cordiali saluti
Luca Salvi
Risponde l'autore dell'articolo Marco Niro.
"Ringrazio il lettore delle sue osservazioni. La diversità di
interpretazione del problema risiede nel diverso modo di concepire i
bisogni. Il lettore dà per scontato che tutti vorranno avere una
lavastoviglie o l'aria condizionata. E magari anche che tutti gli abitanti
del pianeta vorranno avere un automobile. L'errore è questo. Ritenere che i
consumi debbano aumentare sempre di più, che il consumistico stile di vita
occidentale debba "naturalmente" estendersi a chiunque oggi non vi si
attenga. Il risparmio energetico non è solo un fatto tecnologico, ma anche,
soprattutto, culturale. Il cambiamento deve avvenire nella mente di tutti
noi. Quando capiremo di poter fare a meno di certi consumi - sì, anche della
lavastoviglie e dell'automobile! - allora credo potrà bastare una produzione
energetica pulita e rinnovabile, senz'altro anche eolica, che sappia però
evitare lo scempio di territori dal grande valore paesaggistico".
Marco Niro
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