Home  · Chi siamo · Sostieni Megachip · Sezioni · Dossier  · Scrivici · Newsletter · La redazione

 

Un film-documentario sull'Italia omofoba - 30/4/08

(4158 _READS)   Pagina Stampabile



di Elvira Corona - Megachip

"Il papa chiede scusa agli omosessuali per il trattamento che la chiesa cattolica ha riservato loro finora". Purtroppo il papa in questione non è Benedetto XVI ma un ipotetico Sebastiano I, e le parole pronunciate non sono quelle dell'Angelus di domenica scorsa ma quello che Luca Ragazzi e Gustav Hofer si auspicano di sentire almeno nel 2030.

È il finale prospettato nel loro film-documentario “ Improvvisamente l' inverno scorso” Opera prima della coppia omosessuale che per l'occasione è regista e protagonista del lavoro cinematografico che sta facendo il gir d'Italia e presentato dieci giorni fa anche in Sardegna alla ex-vetreria di Pirri. Presentazione e incontro con uno dei due registi-attori Gustav Hofer, reso possibile grazie all'impegno dell'Unione atei e agnostici razionalisti di Cagliari, che autotassandosi ha sostenuto le spese affinchè il tour di presentazione facesse tappa anche nell'isola.

Quello che ne esce dal documentario è uno spaccato inquietante dell'Italia, che gli autori scoprono omofoba e intollerante a partire dall'indomani della presentazione da parte del governo, del disegno di legge che prevedeva l'estensione di alcuni diritti alle coppie stabilmente conviventi, passati alle cronache come DiCo. Il diario delle vicende susseguitesi dall'8 febbraio 2007, data in cui i ministri Bindi e Pollastrini presentavano il ddl, fino alla costituzione del Partito Democratico passando per i Cus (Contratto di unione solidale), corrono parallele alla vita quotidiana di Gustav e Luca. Due persone che stanno insieme da 9 anni e che nei DiCo ci credevano veramente.

La vittoria del centrosinistra alle politiche del 2006 aveva fatto ben sperare. Il documentario, raccontato dalla voce narrante di Veronica Pivetti, mette in evidenza come nel nostro paese le influenze che arrivano da oltretevere siano capaci di dominare la scena politica e sociale dell'Italia e come i precetti Vaticani siano uno dei più grandi ostacoli per il pieno riconoscimento alle libertà civili. Il tutto però non in toni rettorici o adirati come sarebbe giusto aspettarsi, ma in chiave auto ironica, piacevole e persino divertente. Gli autori non mancano di sottolineare grazie e interviste e dichiarazioni spontanee, le contraddizioni presenti nella nostra società, ma anche come molte persone siano ancora completamente ignoranti su tematiche importanti come i diritti umani, e seguano indicazioni di altri senza neppure fermarsi un attimo a ragionare con la propria testa. Dichiarazioni rilasciate a conclusione del 25° anniversario di Comunione e Liberazione per esempio, dove i giovani di ritorno da Piazza San Pietro, si dichiarano non solo contrari ai Dico, ma fanno anche affermazioni pesanti, fuori dal tempo e dallo spazio, come “ i Dico sono contro natura” oppure riferito all'omosessualità “si nasce puri e non si può morire impuri” o ancora “una cosa è essere omosessuali una cosa è essere gay” o altri che considerano l'orientamento sessuale differente dell'etero come una malattia o peggio una forma di perversione da curare.

Nel documentario è sempre presente in maniera trasversale il ruolo che ha l'informazione, o meglio la disinformazione tipica di questi tempi, e come Tg e giornali abbiano contribuito a creare una opinione pubblica distorta e davvero poco informata sulla questione fondamentale. Cosa erano i DiCo? Negli 80 minuti di riprese, una manciata di questi è dedicata a spiegare quelli che sarebbero stati i provvedimenti più importanti, non certo rivoluzionari, ma che avrebbero comunque contribuito all'estensione dei diritti per le coppie di fatto, non solo quelle omosessuali. L'informazione nostrana invece non ha fatto altro che creare allarmi, quasi che all'estensione dei diritti per alcuni ne corrisponda una limitazione per altri. E da qui la difesa senza vere ragioni della fortezza famiglia. E via con le agghiaccianti e offensive dichiarazioni del presidente della Cei Angelo Bagansco "Perché dire no, oggi, a forme di convivenza stabile alternative alla famiglia, ma domani alla legalizzazione dell'incesto o della pedofilia tra persone consenzienti?". O le preoccupazioni per una eventuale approvazione della legge mostrate dal Santo Padre, che a dirla tutta avrebbe dovuto avere ben altro a cui pensare in quei mesi (guerre nel mondo o scandali pedofilia in casa ecc.).

Nel documentario è ricorrente un momento dove la coppia, all'indomani di avvenimenti importanti, come il Family day o il Gay Pride, si ritrova a sfogliare i giornali, per vedere come la stampa affronta l'argomento, ma non mancano neppure i momenti davanti alla Tv, dove nei Tg e a Porta a Porta viene dato largo spazio a Cardinali e esponenti politici di area cattolica. “Quando abbiamo presentato il documentario a Berlino, sono rimasti tutti stupiti per lo spazio che viene dato alla Chiesa in tv” racconta Gustav.

Risultato un'Italia omofoba, che senza neppure conoscere la realtà degli omosessuali, si schiera contro e lo fa in maniera anche violenta, adducendo scuse come la difesa dell'ordine naturale delle cose e l'importanza della famiglia intesa in senso tradizionale come pilastro della società. Luca e Gustav durante lo scorso anno, hanno seguito anche i lavori della commissione giustizia del Senato, che aveva il compito di rivedere il testo in modo da renderlo più “accettabile” per tutti. E a palazzo Madama raccolgono anche i commenti e qualche intervista ai politici. Dalle più interessanti e coerenti come quelle dei Ministri Bindi e Pollastrini, che insieme avevano presentato il ddl, alle più estreme e ostative come quelle della Teodem Paola Binetti (Opus Dei) e dell'ultra cattolico Rocco Buttiglione (CL). E se il lavoro dei registi in partenza avrebbe voluto raccontare i processi che avrebbero portato all'approvazione della legge, con l'andare del tempo hanno dovuto prendere atto di due cose: la prima che il cammino verso il riconoscimento dei loro diritti sarebbe stato ancora molto lungo; la seconda, forse quella più drammatica, che loro fino all'inverno scorso, avevano vissuto in una campana di vetro, capiti e rispettati dalle famiglie e dagli amici, una sorta di microcosmo felice, ma in realtà il mondo fuori, almeno in Italia, improvvisamente si è mostrato a loro con la vera faccia, e cioè profondamente frammentato e per molti versi ignorante, ostile, e lontano anni luce dal capire che riconoscere i diritti a tutte le persone può essere solo motivo di vanto per un paese che definisce democratico e laico. Il 2030 è ancora troppo lontano.

INTERVISTA A GUSTAV HOFER

di Elvira Corona

Gustav Hofer è co-regista e co-protagonista del documentario “Improvvisamente lo scorso inverno”, presentato sabato 12 aprile all'ex-vetreria di Pirri,a due passi da Cagliari, ma che ha già ricevuto importanti riconmoscimenti a livello internazionale, per esempio al festival di Berlino e al festival di Cordoba. Ora il documentario sta facendo il giro della penisola e grazie all'impegno dell' Unione atei e agnostici razionalisti di Cagliari sabato è sbarcato anche in Sardegna. Il gruppo Uaar della città si è formato circa un anno fa, ma solo da gennaio scorso ha iniziato a organizzare interessanti iniziative e che tra i tanti obiettivi hanno anche quello di sensibilizzare all'importanza della tutela dei diritti civili, e come assicura Stefano Incani, coordinatore del gurppo cagliaritano “questa iniziativa non sarà certo l'ultima”.

Gustav Hofer ha risposto ad alcune domande.

Come mai siamo qui e non in una sala cinematografica?

La distribuzione nelle sale cinematografiche non è mai una cosa semplice, tanto meno per i documentari, c'è ancora molta diffidenza per questa forma di racconto, se poi contiamo che l'argomento non è commercialmente rilevante e che siamo in campagna elettorale....eccoci qui.

Secondo te quanto l'argomento DiCo è stato strumentalizzato da media, politici e chiesa?

Tantissimo, è stato usato anche come una prova di froza del Vaticano per dimostrare quanto siano influenti le loro posizioni nel nostro Paese, anche rispetto ad altri argomenti.

DiCo, Cus o quello che sarà, l'Italia sarà costretta ad adeguarsi alle indicaizoni europee che sono già abbastanza chiare rigurdo al riconoscimento dei diritti per le coppie di fatto, pensi che il teatrino messo su l'anno scorso possa essere stato organizzato ad hoc per distogliere l'attenzione della gente da questioni più gravi?

Non ci avevo pensato a dire il vero, però potrebbe essere una chiave di lettura, e comuque la strumentalizzazione è palese. Anche perchè secondo l'Istat le unioni di fatto, omosessuali a parte, riguardano circa 500 mila copie. Il fatto che Vaticano e media abbiano puntato l'attenzione solo sugli omosessuali dimostra la loro malafede, usata per creare uno scontro che fosse il più acceso possibile.

Che scenari prevedi per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto all'indomani delle elezioni se vincesse il PD e quali se vincesse il PdL?

Non vedo niente di buono a breve termine, forse il 2030 è troppo pessimista, ma se vincesse il PdL non lo sarebbe neppure tanto, mentre se dovesse vincere il PD credo che almeno uno spiraglio si possa aprire.

  

[ Torna su Società e politica | Indice Sezioni ]
Archivi Articoli Sezioni Contenuti

Megachip.info è un periodico on line registrato presso il tribunale di Roma col numero 392/2006.

Il sito è Copyleft: la riproduzione dei materiali presenti in questo sito è libera e incoraggiata. Se copiate, citate la fonte e gli autori.
Tutti i loghi e marchi in questo sito sono di proprietà dei rispettivi proprietari. I commenti sono di proprietà dei rispettivi autori. Questo sito è realizzato con PHP-Nuke rilasciato con la Licenza GNU/GPL - Webmaster Luca Floris

Disclaimer