È quanto si apprende dal documento del Dipartimento della Marina relativo
alle "Previsioni di spesa per l'acquisto di armamenti per l'anno fiscale
2009", presentato al Congresso USA nel febbraio 2008. In una nota a
pagina 96 si legge che "sono stati richiesti finanziamenti dal Military
Construction (MILCON) per realizzare i siti terrestri del sistema MUOS in
Sicilia (Niscemi), Virginia (Northwest) ed isole Hawaii (Wahiawa)". Si
tratta di un vero e proprio colpo di scena: nella previsione di bilancio
per l'anno 2007, la Marina USA aveva previsto una spesa di 13.051.000
dollari per installare la prima stazione terrestre del nuovo sistema di
telecomunicazione satellitare nella base aeronavale di Sigonella. Ancora
il 30 gennaio 2007, in una lettera al Senato degli Stati Uniti, il
generale James T. Conway (Comandante supremo del Corpo dei Marines),
l'ammiraglio Michael G. Mullen (Comandante in capo della Marina USA) e
Donald C. Winter (Segretario generale della US Navy), avevano spiegato la
priorità dei "due progetti per le Stazioni terrestri di Controllo
terrestre ed Intercettazione del sistema MUOS, una alle Hawaii e l'altra
a Sigonella". Forse la scelta di dirottare il programma militare nella
vicina Niscemi è stato dettato dalla pubblicazione delle risultanze di
un'indagine scientifica che aveva evidenziato il rischio che le onde
elettromagnetiche generate
dalla potentissime antenne MUOS potessero pregiudicare le operazioni di
volo dei velivoli operanti nella base di Sigonella, o causare perfino
l'esplosione delle testate ivi ospitate.
Niscemi, centro strategico delle operazioni dei sottomarini nucleari USA
L'area prescelta per la stazione terrestre MUOS ricade nell'antico feudo
Ulmo di Niscemi dove dal 1991 esiste una delle più grandi stazioni di
telecomunicazione della Marina USA nel Mediterraneo. Si tratta della"Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) N8", utilizzata per le
trasmissioni in alta e bassa frequenza (HF ed LF) dei comandi e delle
forze militari operanti in una vastissima area compresa tra il
Mediterraneo, l'Asia sud-occidentale, l'Oceano Indiano e l'Oceano
Atlantico. Attualmente a Niscemi sono installate 41 antenne di
trasmissione HF ed una LF; il centro di telecomunicazione è sotto il
controllo della U.S. Naval Computer and Telecommunication Station Sicily
(NAVCOMTELSTA - NCTS Sicily) che ha sede a NAS II Sigonella. NCTS Sicily
assicura le comunicazioni supersegrete e non, delle forze di superficie,
sottomarine, aeree e terrestri e dei centri C4I (Command, Control,
Computer, Communications and Intelligence) di Stati Uniti ed alleati
NATO. "Essendo parte della Navy's ForceNet vision - si legge nel sito
ufficiale della base di Sigonella - NAVCOMTELSTA Sicily lega insieme
sensori, piattaforme di comando e controllo, decision makers, sistemi
d'arma che permettono di progredire nella Guerra Globale al Terrorismo".
Le infrastrutture dei centri di Sigonella e Nisacemi "forniscono il
supporto tattico C41 al Comando Navale USA in Europa (COMUSNAVEUR), ai
Comandi della V e VI Flotta (COMFIFTHFLT e COMSIXTHFLT), al
Comando delle forze aeree nel Mediterraneo (COMFAIRMED), ai Comandi del
7° e 8° Gruppo Sottomarino (COMSUBGRUs 7 and 8), al CTF 67, al VP
Squadron ed ai 44 Tenant Commands attraverso la comunicazione nelle
frequenze LF, HF, UHF, EHF ed SHF". A seguito della chiusura della
stazione della US Navy di Keflavik (Islanda), nel dicembre 2006 sono
state assegnate a NAVCOMTELSTA Sicily tutte le funzioni di collegamento
LF con i sottomarini strategici USA operanti nella regione atlantica. I
centri di Sigonella e Niscemi sono stati integrati al Submarine
Automated Broadcast Processing System (ISABPS), il sistema che
globalmente permette ai sottomarini di ricevere messaggi ed ordini
mentre navigano in immersione.
La stazione di Niscemi, essendo l'unica struttura della US Navy nel
bacino mediterraneo con particolari caratteristiche, ha assunto un ruolo
chiave nel potenziamento delle comunicazioni dei sottomarini nucleari USA
(Under Sea Warfare - USW communication) e dei diversi centri di supporto
tattico (TSCOMM), delle operazioni aeroterrestri della vicina base di
Sigonella NASSIG, e di quelle della Broadcast Control Authority (BCA).
Niscemi contribuisce pure ad ottimizzare le comunicazioni in bassa
frequenza delle unità dell'US Air Force, di altri organismi appartenenti
al Dipartimento della Difesa e del Sistema Interoperativo Sottomarino
dell'Alleanza Atlantica (NATO Interoperable Submarine Broadcast System -
NISBS). I sistemi di telecomunicazione installati a Niscemi sono stati
inseriti nel cosiddetto "Minimum Essential Emergency Communication
Network", il sistema concepito dagli Stati Uniti per sopravvivere a un
attacco ed esercitare il controllo
sulle opzioni nucleari strategiche.
Il MUOS e le guerre stellari del XXI secolo
Con l'installazione della stazione terrestre del MUOS, Niscemi farà l'ennesimo salto di qualità, e si affermerà come una delle maggiori
infrastrutture di guerra a livello planetario. Secondo quanto affermato
dagli alti comandi della US Navy, "il Mobile User Objective System
fornirà un sistema universale e multi-service a terminali e siti mobili e
fissi per i servizi di telecomunicazione satellitare (SATCOM)". Il
sistema assicurerà così "una considerevole crescita delle odierne
capacità di comunicazione satellitare così come un significativo
miglioramento dell'operatività dei piccoli terminali". Si tratta a tutti
gli effetti di un sistema che fornirà servizi di telefonia cellulare alle
forze militari utilizzando i satelliti che opereranno come "cell towers"
nello spazio. Nello specifico, il MUOS Ground System - di cui la stazione
di Niscemi sarà elemento chiave - assicurerà le comunicazioni ed i
controlli interfaccia tra i
satelliti MUOS e le reti di telecomunicazioni del Dipartimento della
Difesa degli Stati Uniti con base a terra."Il sistema MUOS è parte dell'architettura di trasformazione delle
comunicazioni satellitari militari", spiega l'ammiraglio Victor See Jr.,
responsabile del settore ricerca, sviluppo ed acquisizione spaziale della
Marina USA. "Stiamo realizzando il MUOS a partire dalle infrastrutture
terrestri associate per poi connetterlo ai terminal e ai siti periferici
JTRS (Joint Tactical Radio System) del servizio UHF. Le comunicazioni ad
altissima frequenza sono uno dei principali obiettivi di interconnessione
con gli utenti mobili - esercito, marina ed aeronautica militare - nei
teatri periferici di guerra. Il primo satellite MUOS sarà lanciato entro
il dicembre 2009 e la piena operatività orbitale avverrà nel marzo 2010.
Quando il sistema sarà pienamente operativo (2014) ci sarà una coppia di
sistemi satellitari che garantiranno il trasferimento di informazioni
dalle unità di guerra operanti a terra o in mare verso lo spazio a da lì
ai
terminali terrestri. Il sistema MUOS utilizzerà anche tecnologia di tipo
commerciale.".
Il riferimento dell'ammiraglio Victor See ad una "coppia di sistemi
satellitari" è dovuto al fatto che in una prima fase il MUOS si
coordinerà (sino a sostituirlo) con il sistema "UFO" (Ultra High
Frequency Follow-On) in funzione dal 1993 e dotato di undici satelliti.
"Rispetto all'UFO, il Mobile User Objective System assicurerà maggiore
mobilità, facilità di accesso e migliore qualità del servizio agli
utenti", aggiunge l'alto ufficiale statunitense. La realizzazione e la
gestione del programma MUOS sono state affidate allo Space and Naval
Warfare System Command (SPAWAR) di San Diego, California, il maggiore dei
comandi della Marina nella gestione dei sistemi di guerra e C4ISR
(Comando, Controllo, Comunicazioni e Computer, Intelligence, Sorveglianza
e Riconoscimento). SPAWAR coordina alcuni laboratori di ricerca impegnati
a promuove soluzioni tecnologiche innovative in campo militare con
particolare enfasi nello sviluppo dei sistemi spaziali e di sorveglianza
sottomarina. Da una sua filiale con sede a Chesapeake, Virginia, attiva
nella gestione di software e sistemi integrati, dipende il distaccamento
SPAWAR che opera da tempo a Sigonella nel supporto tecnico-informatico
della Marina USA nel Mediterraneo. Nel settembre 2004 il PEO-Space
Systems Satellite Communications Office (PMW-146) ha sottoscritto con la
Lockheed Martin Space Systems di Sunnyvale (California) un contratto di
2,1 miliardi di dollari per realizzare 4 satelliti, 6 sistemi di lancio e
gli elementi predisposti al controllo terrestre. In realtà, il bilancio
delle forze armate USA per l'anno fiscale 2008 sottolinea come le
previsioni di spesa per il sistema MUOS abbiano già superato i 3 miliardi
di dollari. Solo per quest'anno il Congresso ha autorizzato una spesa di
611 milioni di dollari, mentre altri 602 milioni sono previsti sul
bilancio 2009. Relativamente ai terminali terrestri, il Congresso ha pure
autorizzato nel biennio 2007-08 una spesa di 34.521.000 dollari.
Il Grande Fratello
La progettazione e la realizzazione del segmento terrestre del sistema
MUOS è stato affidato alla General Dynamics, altra potente società del
complesso militare industriale statunitense. Lo scorso mese di agosto, la
General Dynamics ha annunciato di aver completato l'installazione di tre
antenne satellitari giganti presso la base di Wahiawa, Hawaii, nota come"Naval Computer and Telecommunications Area Master Station Pacific".
"Wahiawa è la prima delle quattro stazioni terrestri che saranno
equipaggiate con antenne satellitari del sistema MUOS", si legge nel
comunicato stampa emesso da General Dynamics. "Le altre stazioni MUOS
saranno realizzate a Norfolk, Virginia, Geraldton, Australia e Niscemi,
Italia". Una esplicita conferma della scelta dell'avamposto siciliano che
tuttavia fornisce un elemento inedito ai piani di riarmo USA. L'industria
aerospaziale fa infatti il nome di una quarta infrastruttura terrestre
che sino ad oggi non
era mai apparsa nei documenti ufficiali delle forze armate statunitensi,
la stazione satellitare australiana di Geraldton. In verità, a
differenza di quanto accaduto con Niscemi dove la trasformazione della
stazione radio in sofisticato centro satellitare è stata tenuta segreta
dai governi Prodi e Berlusconi, le autorità australiane hanno annunciato
nel novembre 2007 la firma di un accordo con Washington per la
costruzione di una facility all'interno dell'Australian Defence
Satellite Communications Ground Station - ADSCGS di Kojarena, 30 km ad
est di Geraldton. Si prevedono tre piccoli edifici, tre antenne da 19
metri e due più piccole che faranno parte "della stazione terrestre
congiunta USA-Australia per il Mobile User Objective System del
Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti".
La scelta dell'infrastruttura militare australiana dovrebbe essere fonte
di più di una preoccupazione per le forze politiche e la società civile
italiane. La base di Kojarena-Geraldton è infatti una delle maggiori
stazioni d'intercettazione delle telecomunicazioni satellitari a livello
mondiale, pienamente integrata in Echelon, la rete segreta di ascolto
della National Security Agency - NSA e della CIA in grado di intercettare
e decodificare le comunicazioni telefoniche e radio, fax, e-mail,
Internet, ecc., secondo un catalogo di parole chiave "selezionate per il
loro interesse" dai servizi d'informazione. Stando alle risultanze
dell'indagine del 2001 di un'apposita Commissione del Parlamento Europeo,
il sistema Echelon sarebbe stato implementato congiuntamente da Stati
Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda, con stazioni
operative sparse in tutto il mondo (in Italia avrebbe fatto parte di
Echelon la base di San Vito dei Normanni, in Puglia). La rete potrebbe
avere spiato illegalmente singoli cittadini, organizzazioni non
governative e finanche industrie e società europee. La conferma dello
stretto collegamento Echelon-MUOS viene dalla genesi dello Space and
Naval Warfare System Command (SPAWAR) chiamato a coordinare il nuovo
piano di telecomunicazioni satellitari USA. SPAWAR fu infatti costituito
nel maggio 1985 come "Echelon II Command" (Comando Echelon II), e messo
sotto le dirette dipendenze del Capo delle operazioni della Marina USA.
Con il MUOS, il Grande Fratello estende le proprie capacità di ascolto e
di spionaggio universale.
La Sicilia a stelle e strisce
"La realizzazione della stazione satellitare a Niscemi fornisce nuova
linfa all'asfissiante processo di militarizzazione della Sicilia",
afferma Alfonso Di Stefano della Campagna per la smilitarizzazione di
Sigonella. "In questi ultimi anni abbiamo assistito all'imponente
ampliamento della base di Sigonella e della vicina base navale e
sottomarini di Augusta. In tutta la regione è stato rafforzato il
dispositivo aeronavale nazionale e NATO contro i migranti che muoiono a
centinaia nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Nelle province
di Catania e Siracusa sono sorti enormi complessi abitativi per ospitare
i militari USA di Sigonella, mentre a Lentini è stata approvata una
variante al PRG per realizzare residence e ville per i dipendenti e i
familiari della base. Ci sono poi le conferme ufficiali di quanto da noi
denunciato relativamente alla decisione dell'US Air Force d'installare,
ancora una volta a Sigonella, i micidiali aerei
senza pilota Global Hawk".
"Facciamo appello ai siciliani - conclude Di Stefano - perché sia
rilanciata la mobilitazione contro la guerra e i suoi strumenti di morte
nell'isola, in vista della loro riconversione a fini di solidarietà e
cooperazione internazionale. Perché la Sicilia diventi realmente un Ponte
di pace nel Mediterraneo".
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