Ai tempi di Gaza non sapevamo di vivere ai tempi di Gaza - 18/01/09
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di Giulietto
Chiesa - Megachip
Scrive Gad Lerner su Repubblica
: "ecco perchè non possiamo
tollerare come un dettaglio marginale (...) il rituale della preghiera
islamica posto a sigillo delle manifestazioni indette con
finalità di protesta politica".
Lui "non può tollerare". Se avessero bruciato bandiere,
anche, non avrebbe tollerato. Lui non tollera la parola "martiri".
Pregano. Cos'altro potrebbero fare? E dovrebbero anche nascondersi, per
farlo? Pregano perchè l'ingiustizia e la violenza cui sono
soggetti non ha redenzione in questo nostro mondo dove la giustizia e
la verità sono state cancellate.
Pregano e dovremmo ringraziare il nostro dio finchè si
limiteranno a pregare.
Pregano perchè non c'è redenzione per le loro
sofferenze.
Pregano perchè non c'è via d'uscita quando il
più forte t'impone la sua bugia, e se ti ribelli ti uccide.
E non ti lascia nemmeno la possibilità di gridare il tuo
dolore perchè, se ti lamenti, sei antisemita. E dunque non
ti resta che invocare il tuo dio. Appena prima di meditare la vendetta.
Non gli resta che Allah.
A questo li abbiamo ridotti, Lerner, e tu ne porti una parte di
responsabilità, per le cose che scrivi.
Ieri, alla manifestazione, c'era un giovane che gridava soltanto una
cosa: "Palestina, terra mia", e piangeva. Non l'ha intervistato
nessuno, ma il suo pianto mi è rimasto nelle orecchie. Non
c'è tribunale, in occidente, che gliela ridarà,
la sua Palestina. .
La seconda riflessione la prendo da Alessandro Robecchi, sul Manifesto
di oggi. Insieme alla sua tristezza. Ricorda, a chi non se ne fosse
accorto, le parole di Lucia Annunziata ad Anno Zero: "ma qui siamo
italiani e dobbiamo orientare il pensiero degli italiani".
Voce dal sen fuggita. Vale di più questa ammissione che
tutto il resto dello spettacolo. Questo è il giornalismo
italiano e la Annunziata, che vi ha fatto abbondante carriera (ed
è certo che continuerà a farcela), ne
è la bandiera.
Informare? Che c'entra?, avrebbe detto Goebbels. Bisogna
orientarle le masse.
Ho letto di recente una citazione di Giuseppe Fava, ucciso
dalla mafia: "Il giornalista incapace per vigliaccheria, o per calcolo,
si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto
evitare e le sofferenze e le sopraffazioni che non è stato
capace di combattere".
Viene in mente un aforisma di Hans Magnus Enzensberger: "Ai tempi del
fascismo non sapevamo di vivere ai tempi del fascismo".
Gaza è il nostro tempo, e noi non siamo capaci di dircelo.
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