Scoperto materiale termitico attivo nella polvere proveniente dalla catastrofe dell’11/9 - 07/04/09
(7406 _READS) 
da
911blogger
“Active
Thermitic Material Discovered in Dust from the 9/11 World Trade Center
Catastrophe” by Niels H. Harrit, Jeffrey Farrer,
Steven E. Jones, Kevin R. Ryan, Frank M. Legge, Daniel Farnsworth,
Gregg Roberts, James R. Gourley and Bradley R. Larsen
Il documento si chiude con la seguente frase: «Sulla base di
queste osservazioni, concludiamo che lo strato rosso dei frammenti
rosso-grigi recuperati tra le polveri del WTC è un materiale
termitico attivo, non ancora soggetto a reazioni, assemblato con
tecniche nanotecnologiche, e rappresenta un materiale pirotecnico e/o
esplosivo ad alto potenziale».
A farla breve, il documento invalida la versione ufficiale secondo la
quale “non esistono prove” sulla presenza di
materiali esplosivi/pirotecnici negli edifici del WTC.
Cosa ci fanno delle grandi quantità di materiale
esplosivo/pirotecnico ad alta tecnologia tra le polveri del WTC? Chi ha
generato tonnellate di una tale roba, e perché?
Perché gli investigatori governativi si sono rifiutati di
cercare residui di esplosivo subito dopo i fatti del WTC?
Sono questi gli interrogativi essenziali sollevati da questo studio
scientifico.
La revisione specialistica peer-reviewed è stata ardua, con
pagine di commenti da parte dei revisori. Le laboriose questioni
sollevate dai valutatori hanno portato a mesi di ulteriori esperimenti.
Questi studi hanno aggiunto molti elementi al documento, comprese
l’osservazione e le fotografie di sfere arricchite di ferro e
alluminio prodotte allorché il materiale è stato
acceso in un DSC (Calorimetro a Scanning Differenziale - si vedano le
figure 20, 25 e 26).
I nove autori si sono impegnati in uno studio approfondito degli
insoliti frammenti rosso-grigi ritrovati nella polvere generata dalla
distruzione del World Trade Center l’11 settembre del 2001.
L’articolo dichiara: «L’ossido di ferro e
l’alluminio sono intimamente mescolati nel materiale rosso.
Quando vengono bruciati in un apparecchio DSC, i frammenti rivelano la
presenza di composti esotermici grandi ma stretti a partire da a una
temperatura di circa 430° C, assai più bassa della
normale temperatura di combustione relativa alla termite convenzionale.
Si osservano chiaramente numerose sfere arricchite di ferro nei residui
della combustione di tali particolari frammenti rosso-grigi. La
porzione rossa di questi frammenti si scopre essere materiale termitico
incombusto e altamente energetico». Le immagini e le analisi
statistiche meritano una solerte attenzione.

Alcune osservazioni sulla
redazione di questo documento:
1) Il primo autore è il Professor Niels Harrit
dell’Università di Copenaghen in Danimarca,
professore associato di Chimica. È un esperto di
nano-chimica; le sue attuali ricerche e la sua foto sono rinvenibili
qui: http://cmm.nbi.ku.dk/
Strutture molecolari su
scale cronologiche corte ed ultracorte
Un Centro della Fondazione per la Ricerca Nazionale Danese
Il Centro sui Movimenti Molecolari è stato inaugurato il 29
novembre 2005, presso l’Istituto Niels Bohr,
all’Università di Copenaghen. La costituzione del
Centro è stata resa possibile per via di un contributo di 5
anni erogato dalla Fondazione per la Ricerca Nazionale Danese (vedi per
esempio www.dg.dk).
Puntiamo a ottenere “fotografie” in tempo reale di
come gli atomi si muovono mentre hanno luogo i processi nelle molecole
e nei materiali solidi, con l’uso di impulsi ultracorti di
raggi laser e raggi X. Lo scopo è comprendere e alla volta
influenzare, a livello atomico, le trasformazioni strutturali associate
a tali processi.
Il Centro combina l’expertise assicurata dal Risø
National Laboratory, dall’Università di Copenhagen
e dall’Università Tecnica della Danimarca, nella
ricerca strutturale della materia attraverso tecniche basate sul
sincrotrone a raggi X, la spettroscopia laser al femtosecondo
(ossia un
milionesimo di miliardesimo di secondo, Ndt), lo studio teorico dei
processi al femtosecondo, e l’abilità di modellare
materiali, nonché progettare sistemi a campione per
condizioni sperimentali ottimali.
Il nome del preside del College da cui proviene il prof. Herrit, Niels
O Andersen, compare per primo nel Comitato consultivo Editoriale del
Bentham Science Journal in cui il il paper è stato
pubblicato.
2) Il secondo autore è il Dr. Jeffrey Farrer della Brigham
Young University (BYU). http://www.physics.byu.edu/images/people/farrer.jpg
3) Il Dottor Farrer è presentato in un articolo a pagina 11
della rivista BYU Frontiers (ediz. primavera 2005): «Dr
Jeffrey Farrer, direttore del laboratorio TEM (microscopia elettronica
a trasmissione). L’articolo rileva: “I microscopi
elettronici nel laboratorio TEM fanno sì che alla BYU siano
fornite competenze virtualmente uniche… in grado di
rivaleggiare con qualsiasi cosa costruita nel mondo”.
L’articolo è intitolato: “Eccezionali e
potenti microscopi svelano i nano- segreti”, il che
è certamente vero per quello concerne le scoperte del
presente documento.
4) Va onorata la BYU per aver permesso ai dottori Farrer e Jones e allo
studioso di fisica Daniel Farnsworth di fare la ricerca descritta nel
paper e aver condotto revisioni interne del medesimo. Il dottor Farrer
era all’inizio il primo autore del documento. Ma dopo la
revisione interna del paper, gli amministratori della BYU gli hanno
evidentemente proibito di firmarsi per primo su QUALSIASI paper
relativo alle ricerche sull’11/9 (questa sembra essere la
loro sanzione, ma forse chiariranno). Nondimeno, la pubblicazione del
documento è stata approvata con l’inserimento in
lista del nome e dell’affiliazione del dottor Farrer, e
perciò noi ci congratuliamo con la sua
università. Siamo dalla parte del dottor Farrer ed elogiamo
l’attenta ricerca scientifica rappresentata da questo
documento.
5) Forse ora ci sarà finalmente una revisione sui DATI
SCIENTIFICI esplorati dai professori Harrit e Jones, nonché
dai dottori Farrer e Legge e i loro colleghi, come ripetutamente
richiesto da questi scienziati. Noi sfidiamo QUALUNQUE
università o gruppo di laboratorio a produrre una tale
revisione critica. Questo paper sarà un ottimo punto di
partenza, insieme ad altri due documenti, sempre revisionati alla pari,
pubblicati su giornali autorevoli e che ricomprendono molti degli
stessi autori:
“Fourteen Points of Agreement with Official Government
Reports on the World Trade Center Destruction” (“Quattordici
punti di accordo con i rapporti governativi ufficiali sulla Distruzione
del World Trade Center”, Ndt).
Autori: Steven E. Jones, Frank M. Legge, Kevin R. Ryan, Anthony F.
Szamboti, James R. Gourley
«The Open Civil Engineering Journal», pp.35-40, Vol
2 – (http://www.bentham-open.org/pages/content.php?TOCIEJ/2008/)
“Environmental anomalies at the World Trade Center: evidence
for energetic materials” (Anomalie ambientali al WTC: prove
di materiali energetici, Ndt)
Autori: Kevin R. Ryan, James R. Gourley, and Steven E. Jones
«The Environmentalist», Agosto 2008 (http://dx.doi.org/10.1007/s10669-008-9182-4).
6) James Hoffman ha scritto tre saggi che illustrano ulteriormente le
implicazioni e i risultati del paper. Grazie, Jim, per questo lavoro! (http://911research.wtc7.net/essays/thermite/index.html).
7) Importanti aspetti della ricerca sono stati confermati in modo
indipendente da Mark Basile nel New Hampshire e dal fisico Frederic
Henry-Couannier in Francia, a partire dai primi rapporti scientifici su
queste scoperte (ad esempio, quelli del prof. Jones in un discorso in
un seminario del Dipartimento di Fisica della Utah Valley University,
pronunciato l’anno scorso). Riteniamo che presto arriveranno
ulteriori dettagli da parte di questi ricercatori indipendenti.
Ora non vi resta che leggere voi stessi il documento e fare sentire la
vostra voce su queste scoperte!
http://www.bentham.org/open/tocpj/openaccess2.htm,
poi cliccate su “Active Thermitic Materials
Discovered…” Il link diretto è il
seguente: http://www.bentham-open.org/pages/content.php?TOCPJ/2009
Fonte: 911Blogger
Traduzione di Pino Cabras per
Megachip
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