Mandela contro il razzismo d'Israele e la denuncia di Mario Molinari e Music for the Peace - 22/05/09
(1554 letture)
di Vittorio
Arrigoni -
da Guerrillaradio.iobloggo.com
Per i dubbiosi sulla necesità di boicottare Israele che si
macchia di apartheid e crimini contro l’umanità a
danno della popolazione civile araba e palestinese, riportiamo una
illuminante lettera di Nelson Mandela, datata gennaio 2009.
"Caro Thomas (Friedman,
articolista del NYT),
so che entrambi desideriamo la pace in Medioriente, ma prima che tu
continui a parlare di condizioni necessarie da una prospettiva
israeliana, devi sapere quello che io penso.
Da dove cominciare? Che ne dici del 1964? Lascia che ti citi le mie
parole durante il processo contro di me. Oggi esse sono vere quanto lo
erano allora: "Ho combattuto contro la dominazione dei bianchi ed ho
combattuto contro la dominazione dei neri. Ho vissuto con l'ideale di
una società libera e democratica in cui tutte le sue
componenti vivessero in armonia e con uguali opportunità. E'
un ideale che spero di realizzare. Ma, se ce ne fosse bisogno, e' un
ideale per cui sono disposto a morire".
Oggi il mondo, quello bianco e quello nero, riconosce che l'apartheid
non ha futuro. In Sud Africa esso e' finito grazie all'azione delle
nostre masse, determinate a costruire pace e sicurezza. Una tale
determinazione non poteva non portare alla stabilizzazione della
democrazia.
Probabilmente tu ritieni sia strano parlare di apartheid in relazione
alla situazione in Palestina o, più specificamente, ai
rapporti tra palestinesi ed israeliani. Questo accade perché
tu, erroneamente, ritieni che il problema palestinese sia iniziato nel
1967. Sembra che tu sia stupito del fatto che bisogna ancora risolvere
i problemi del 1948, la componente più importante dei quali
e' il Diritto al ritorno dei profughi palestinesi.
Il conflitto israelo-palestinese non e' una questione di occupazione
militare e Israele non e' un Paese che si sia stabilito "normalmente" e
che, nel 1967, ha occupato un altro Paese. I palestinesi non lottano
per uno "Stato", ma per la libertà, l'indipendenza e
l'uguaglianza, proprio come noi sudafricani.
Qualche anno fa, e specialmente durante il governo laburista, Israele
ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di restituire i territori
occupati nel 1967; che gli insediamenti sarebbero rimasti, Gerusalemme
sarebbe stata sotto l'esclusiva sovranità israeliana e che i
palestinesi non avrebbero mai avuto uno Stato indipendente, ma
sarebbero stati per sempre sotto il dominio economico israeliano, con
controllo israeliano su confini, terra, aria, acqua e mare. Israele non
pensava ad uno "Stato", ma alla "separazione".
Il valore della separazione e' misurato in termini di
abilità, da parte di Israele, di mantenere ebraico lo Stato
ebraico, senza avere una minoranza palestinese che potrebbe divenire
maggioranza nel futuro. Se questo avvenisse, Israele sarebbe costretto
a diventare o una democrazia secolare o uno Stato bi-nazionale, o a
trasformarsi in uno stato di apartheid non solo de facto, ma anche de
jure.
Thomas, se vedi i sondaggi fatti in Israele negli ultimi trent'anni,
scoprirai chiaramente che un terzo degli israeliani e' preda di un
volgare razzismo e si dichiara apertamente razzista. Questo razzismo e'
della natura di: "Odio gli arabi" e "Vorrei che gli arabi morissero".
Se controlli anche il sistema giudiziario in Israele, vi troverai molte
discriminazioni contro i palestinesi. E se consideri i territori
occupati nel 1967, scoprirai che vi si trovano già due
differenti sistemi giudiziari che rappresentano due differenti approcci
alla vita umana: uno per le vite palestinesi, l'altro per quelle
ebraiche. Ed inoltre, vi sono due diversi approcci alla
proprietà ed alla terra. La proprietà palestinese
non è riconosciuta come proprietà privata
perché può essere confiscata.
Per quanto riguarda l'occupazione israeliana della West Bank e di Gaza,
vi e' un fattore aggiuntivo. Le cosiddette "aree autonome palestinesi"
sono bantustans. Sono entità ristrette entro la struttura di
potere del sistema di apartheid israeliano. Lo stato palestinese non
può essere il sottoprodotto dello stato ebraico solo
perchè Israele mantenga la sua purezza ebraica. La
discriminazione razziale israeliana e' la vita quotidiana della
maggioranza dei palestinesi.
Dal momento che Israele e' uno stato ebraico, gli ebrei godono di
diritti speciali di cui non godono i non-ebrei. I palestinesi non hanno
posto nello stato ebraico.
L'apartheid e' un crimine contro l'umanità. Israele ha
privato milioni di palestinesi della loro proprietà e della
loro libertà. Ha perpetuato un sistema di gravi
discriminazioni razziali e di disuguaglianza. Ha sistematicamente
incarcerato e torturato migliaia di palestinesi, contro tutte le regole
della legge internazionale. In particolare, esso ha sferrato una guerra
contro una popolazione civile, in particolare bambini.
La risposta data dal Sud Africa agli abusi dei diritti umani risultante
dalla rimozione delle politiche di apartheid, fa luce su come la
societa' israeliana debba modificarsi prima di poter parlare di una
pace giusta e durevole in Medio oriente.
Thomas, non sto abbandonando la diplomazia. Ma non sarò
più indulgente con te come lo sono i tuoi sostenitori. Se
vuoi la pace e la democrazia, ti sosterrò. Se vuoi
l'apartheid formale, non ti sosterrò. Se vuoi supportare la
discriminazione razziale e la pulizia etnica, noi ci opporremo a te.
Quando deciderai cosa fare, chiamami."
Nelson Mandela,
primo presidente del Sud Africa
Se qualcuno di vuoi ha a cuore i diritti umani violati in
Palestina e ha prenotato per le vacanze estive un viaggetto
in Egitto,
la visione di questo video spero gli faccia cambiare idea.
Mario Molinari e gli amici di Music For Peace denunciano il sequestro
da parte delle autorità egiziane di 15 mila tonnellate di
aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza:
Buone nuove sul fronte del boicottaggio a Israele genocida e razzista.
The Scottish Trades Union Congress (STUC), la più importante
unione dei comercianti scozzesi, ha votato in maniera unanime per
iniziare a boicottare tutti i prodotti Made in Israel.
Per i dubbiosi sulla necesità di boicottare Israele che si
macchia di apartheid e crimini contro l’umanità a
danno della popolazione civile araba e palestinese, riportiamo una
illuminante lettera di Nelson Mandela, datata gennaio 2009:
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