Arrivano le ronde nere - 12/06/09
(4263 letture) 
di Enrico Piovesana -
da Peacereporter.net
Verranno presentate il 13 giugno a Milano. Si chiamano 'Guardia
Nazionale Italiana'. Intervista al loro fondatore, Gaetano Saya
Quest'estate, salvo imprevisti, i volontari della Guardia
Nazionale Italiana (Gni) dovrebbero iniziare a pattugliare le
strade delle città italiane in applicazione del disegno
di legge sulla sicurezza del governo Berlusconi (approvato
dalla Camera lo scorso 14 maggio, ora all'esame del Senato) che
all'articolo 3 (commi
40-44) prevede il concorso di "associazioni di cittadini non
armati" al presidio del territorio (le cosiddette ronde).
Sono ex appartenenti alle forze armate e alle forze dell'ordine e
normali cittadini "patrioti e nazionalisti" pronti a "servire la nostra
terra e il popolo italiano" svolgendo attività di vigilanza
"per potenziare la sicurezza nei centri urbani" ma anche di "protezione
civile" e di "promozione e divulgazione della storia, delle lingue e
delle tradizioni Italiane con particolare riferimento all'Impero
Romano".
Hanno un Comandante Generale, il colonnello dei carabinieri in congedo
Augusto Calzetta, di Massa Carrara, e un Presidente Nazionale, il
giovane ex alpino Maurizio Correnti, di Torino (città in cui
si trova anche la loro sede nazionale: le sedi operative sono, per ora,
a Sarzana, Reggio Calabria e Siracusa).
Indossano una divisa: camicia grigia (inizialmente era prevista kaki)
con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con
banda nera laterale nera, basco o kepì grigio con il simbolo
della Gni: l'aquila imperiale romana.
Il loro equipaggiamento completo prevede elmetto, anfibi neri, guanti
di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero.
Al braccio portano una fascia nera con la "ruota solare", simbolo del Partito
Nazionalista Italiano (Pni): la nascente formazione politica
che sta dietro alla Gni.
Anche
i membri del Pni avranno un'uniforme: la stessa della Guardia Nazionale
Italiana. Il programma politico del Pni, di stampo statalista e
collettivista, prevede tra l'altro la pena di morte per "gli usurai, i
profittatori e i politicanti", la lotta "contro il parlamentarismo
corruttore" e la creazione di "un forte potere centrale dello Stato" e
di "camere sindacali e professionali", il diritto di cittadinanza e
l'accesso alle cariche pubbliche "solo per chi sia di sangue italiano",
lo stop a "ogni nuova immigrazione di non-italiani" e l'immediata
espulsione forzata di "tutti i non-italiani che sono immigrati in
Italia dopo il 31 dicembre 1977", il divieto di pubblicazione di
"giornali che contrastano con l'interesse della comunità" e
l'abolizione di tutte le organizzazioni e istituzioni "che esercitano
un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale".
I paramilitari del colonnello Calzetta e le camicie grigie del Pni
debutteranno ufficialmente il 13 giugno a Milano, al numero 5 di via
Chiaravalle, angolo via Larga, in occasione del congresso nazionale del
Movimento
Sociale Italiano - Destra Nazionale di Gaetano Saya, che
nella sua pagina internet personale si dichiara "l'ispiratore politico"
della Guardia Nazionale Italiana".
Estimatore di Berlusconi e acerrimo nemico di Fini, Saya, che dopo il
recente scioglimento di Alleanza Nazionale è rimasto l'unico
depositario del simbolo dell'Msi di Almirante, è il
sedicente ex agente segreto della Nato e del Sismi, ex
‘gladiatore'ed ex massone che già nel 2003
provò a creare un gruppo paramilitare di ‘camice
grigie' (i Reparti di Protezione Nazionale) e che nel 2005 venne
arrestato per l'oscura vicenda dei ‘servizi paralleli' (il
Dssa, Dipartimento
Studi Strategici Antiterrorismo, diretto da Gaetano Saya e
Riccardo Sindoca): una "banda di pataccari" secondo l'allora ministro
degli Interni Pisanu, che però risultò avere
rapporti con i vertici degli apparati di sicurezza dello Stato, in
particolare con i servizi segreti militari.
PeaceReporter ha intervistato Gaetano Saya per capire qualcosa di
più sulla Guardia Nazionale Italiana e sul Partito
Nazionalista Italiano. Ecco cosa ci ha detto.
Saya, una breve digressione prima
di cominciare: com'è finita la storia del Dssa?
L'inchiesta contro di me fu avviata per gettare fumo negli occhi, per
sviare l'attenzione dai veri servizi deviati, quelli che facevano e
fanno tuttora capo a Marco Mancini, l'allora dirigente del
controspionaggio del Sismi. Proprio nei giorni del mio arresto, nel
luglio 2005, Mancini e soci stavano rischiando grosso per la vicenda
del rapimento di Abu Omar: erano i giorni in cui il capocentro della
Cia a Milano, Robert Seldon Lady, lasciava precipitosamente il
territorio nazionale per sfuggire alla giustizia italiana.
Io e la Dssa siamo stati usati come capro espiatorio, sono stato
vittima di una trappola, una cospirazione orchestrata dagli agenti
deviati di Mancini, come il giornalista Renato Farina, l'agente
‘Betulla', che su Libero scrisse che io e la Dssa eravamo
coinvolti nel rapimento di Omar.
Dopo che, nel 2006, Mancini, Pollari, Pio Pompa, Tavaroli e Cirpiani
sono finiti nei guai per il caso Abu Omar e per lo scandalo
Telecom-Sismi, la persecuzione contro di me non serviva più
e quindi è finita nel nulla. Salvo scoprire, proprio pochi
giorni fa, che la Procura di Genova ha chiesto la riapertura del caso.
Stavolta questi magistrati e poliziotti eversori, legati ai servizi
deviati di cui sopra e appoggiati dalla sinistra, ma anche da
Gianfranco Fini, vogliono colpire me per colpire il governo Berlusconi.
Ci ha già provato, senza riuscirci, la Procura di Torino,
cercando di criminalizzare la Guardia Nazionale Italiana per far
naufragare il decreto sicurezza del governo: pochi giorni prima della
sua approvazione alla Camera, la Digos di Cuneo è andata a
casa mio figlio Dario accusandolo di far parte della Gni e di detenere
illegalmente armi. Speravano di scatenare un putiferio. Ma le armi
erano tutte regolarmente detenute, inoltre mio figlio non ha nulla a
che fare con la Guardia Nazionale Italiana. Adesso, dopo questo buco
nell'acqua della Procura di Torino, torna alla carica quella di Genova
con la Dssa...

Saya, veniamo alla
Guardia Nazionale Italiana. Sembra tanto un gruppo paramilitare
fascista: le divise, i riferimenti al patriottismo, l'aquila imperiale
romana...
Queste sono tutte stupidaggini! La Guardia Nazionale Italiana non
c'entra niente con il fascismo. Io stesso non sono fascista. Sono di
destra, sono un conservatore, un nazionalista: chiamatemi come volete,
ma non sono fascista. Se fossi vissuto nel 1943 e avessi visto i
fascisti che rastrellavano e fucilavano dei cittadini italiani mi sarei
ribellato. Ho appena visto al cinema il film ‘Vincere', che
dà una visione molto negativa di Mussolini e del fascismo, e
le posso dire che mi è piaciuto molto. Io mi considero un
cittadino fedele, un difensore della Costituzione del 1948, sulla quale
ogni membro della Guardia Nazionale Italiana dovrà giurare.
Io ho sempre avuto ottimi rapporti con il governo d'Israele e i suoi
servizi segreti: pensa che se fossi fascista gli israeliani
lavorerebbero con me? Sulle divise, sa che le dico? Se devono suscitare
tutto ‘sto clamore, vorrà dire che magari le
cambieremo (dopo quest'intervista, la camicia kaki ha lasciato il posto
alla camicia grigia, n.d.r.). L'aquila imperiale romana? Bisogna essere
ignoranti per non sapere che è un simbolo storico della
nostra patria, visibile su tanti monumenti di Roma, e che non c'entra
nulla con il fascismo.
La Guardia Nazionale Italiana è un'associazione apolitica
nella quale può entrare chiunque si riconosca in questa
iniziativa: si figuri che hanno aderito perfino dei comunisti, persone
di Massa Carrara.
Stento a crederlo. La
nostra Costituzione repubblicana si fonda sull'antifascismo, ma sul
gruppo Facebook della Guardia Nazionale Italiana, il Presidente
Nazionale, Maurizio Correnti, scrive ai sostenitori: "Si prega di
astenersi con lo scrivere ‘camerati' ecc ecc, comunque frasi
e slogan tipici di altri tempi. Con questo - precisa Correnti - non
vogliamo assolutamente dichiararci antifascisti, sia ben chiaro".
C'è qualcosa che non torna...
Questo lo ha scritto lui, ognuno è libero di scrivere
ciò che pensa. Nella Guardia Nazionale Italiana ci sono
fascisti e non fascisti.
Questo,
però, lo ha scritto lei, sulla sua pagina Internet
personale, lo scorso febbraio, alla vigilia della creazione della
Guardia Nazionale Italiana. Cito testualmente: "Migliaia di prostitute
straniere schedate e non espulse. Migliaia di zingari che commettono
furti nella totale impunità. Milioni di clandestini che si
aggirano impunemente nelle città. Migliaia di stranieri che
spacciano, rubano, stuprano, uccidono. Un aumento dell'80 percento di
scioperi e di occupazione di uffici pubblici e privati. Centinaia di
assalti armati contro la proprietà privata commessi da
stranieri. Attentati contro la proprietà dello Stato. Gruppi
di giovani sovversivi che agiscono al di fuori dei limiti parlamentari.
Deputati e Senatori della Repubblica che istigano all'insurrezione
armata contro i poteri dello Stato, un ministro dell'Interno
dichiaratamente secessionista. Un numero indescrivibile di riviste e
programmi televisivi politici che invitano alla rivolta. Giullari e
saltimbanchi che oltraggiano e vilipendono i Ministri e il Governo.
L'uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri e le
autorità costituite. (...) Il popolo è minorenne,
la Nazione malata; ad altri aspetta il compito di curare e di educare.
A noi il dovere di reprimere, la repressione è il nostro
credo. Repressione e Civiltà". E ancora: "Noi vogliamo
ripulire l'Italia dal marcio che vi si annida, vogliamo riportare una
ferrea disciplina in tutta la Nazione". "La Destra snuda la sua spada
per tagliare i troppi nodi di Gordio, che irretiscono e intristiscono
la vita Italiana. Chiamiamo Iddio sommo e lo Spirito immortale delle
migliaia di morti a testimoni che un solo impulso ci spinge, una sola
volontà ci raccoglie, un solo pensiero ci infiamma:
contribuire alla grandezza e alla salvezza della Patria. Uomini della
Destra di tutta Italia, tendete gli spiriti e le forze, bisogna vincere
e con l'aiuto di Dio vinceremo!!!".
Ma questi sono solo degli slogan, che faccio un po' qua e un po'
là! Allora, chiariamo una cosa: gli immigrati sono l'ultimo
dei problemi. Non sono loro il nostro obiettivo. Se proprio vuole
saperla tutta, per noi il vero pericolo per l'Italia è
rappresentato dai secessionisti della Lega Nord. Loro sì che
sono contro la Costituzione! Loro che vogliono distruggere la nostra
unità nazionale, che offendono continuamente i simboli della
nostra patria, che creano impunemente governi provvisori secessionisti
e arruolano gente nella formazione anticostituzionale della Guardia
Nazionale Padana. E' questa gente che dovrà fare i conti con
la nostra Guardia Nazionale Italiana: se vedremo un leghista che brucia
un tricolore lo faremo arrestare! Che la Lega stia attenta a dove va.
E' per contrastare la Lega Nord che alle prossime elezioni ci
presenteremo al nord con il Partito Nazionalista Italiano.
Quello che per simbolo ha
lo schwarze sonne, il sole nero utilizzato da tanti gruppi neo-nazisti?
Quella specie di svastica a dodici braccia, antico simbolo pagano
germanico, che adorna il pavimento della sala principale del castello
di Wewelsburg, il quartier generale delle Ss?
Non diciamo sciocchezze! La ruota solare non ha nessun legame provato
con il nazismo, tant'è vero che in Germania essa non
è vietata, come lo è invece la svastica, e viene
liberamente utilizzata come logo commerciale. Questo simbolo, di cui io
detengo la proprietà in Italia, è in
realtà un simbolo magico dei Maya che evoca il potere...
Scusi
se la interrompo, ma come appassionato di cultura Maya e mesoamericana
le posso garantire che nel simbolismo di quel popolo non c'è
traccia di qualcosa di simile.
Ma come no! Faccia una ricerca su Google con le parole ‘terra
cava'!
Torniamo al Partito Nazionalista Italiano: ce ne può
parlare? Abbiamo capito, dal simbolo e dalle divise comuni, che
è legato alla Guardia Nazionale Italiana. Ma in che
relazione sta con lei e con il suo Msi?
Il Partito Nazionalista Italiano, Pni, nascerà ufficialmente
a Milano il prossimo 13 giugno, in occasione del congresso nazionale
del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale. Quel giorno, io
lascerò la presidenza dell'Msi-Destra Nazionale a mia
moglie, Maria Antonietta Cannizzaro, che è in ottimi
rapporti con il capo del governo. Il sottoscritto diventerà
quindi presidente del nuovo Partito Nazionalista Italiano, che alle
prossime elezioni politiche nazionali si presenterà nelle
regioni settentrionali, dove la fiamma tricolore non tira molto, per
contrapporre al nazionalismo padano il nazionalismo italiano. Nelle
regioni centrali e meridionali, invece, si presenterà
l'Msi-Destra Nazionale con il suo simbolo storico. Entrambi, spero,
come alleati del Pdl di Berlusconi: se poi qualcuno ce lo
impedirà, correremo da soli.
Saya, è vero che già duemila persone si sono
iscritte alla Guardia Nazionale Italiana?
Abbiamo superato ampiamente le duemila adesioni. Ogni giorno ne arriva
una valanga di nuove, soprattutto ex appartenenti alle forze
dell'ordine. La invito al congresso del 13 giugno, al quale abbiamo
invitato anche il presidente Berlusconi, così si
renderà conto con i suoi occhi: noi non abbiamo nulla da
nascondere.

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