La scuola di chi fa tutto per 945 euro - 17/06/09
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di
Doriana Goracci
Il testo che segue,
è un commento che ho letto sul blog partecipativo di
Reset-Italia.net ad un articolo di Basilio Santacroce su scuola e
privatizzazione.
Leda, la donna che scrive, ricorda che per diventare "collaboratrice
scolastica", l'ex bidella per intenderci...:"bisogna essere in possesso
di un diploma di scuola superiore di almeno tre anni e avere la fedina
penale pulita. Noi non facciamo più solo le pulizie, ma ci
occupiamo anche di macchinari sofisticati, supportiamo la segreteria,
trasportiamo documentazione e denaro per conto della scuola. Ci
occupiamo dell’incolumità degli alunni, del loro
primo soccorso (facciamo corsi di pronto soccorso e sulla sicurezza con
i vigili del fuoco), della loro igiene. Abbiamo 32 giorni di ferie
l’anno per 945 euro minimi al mese. Siamo in servizio durante
le vacanze di Natale, di Pasqua e di Carnevale, a luglio e ad agosto.
Apriamo le scuole alle 7 del mattino e, in alcuni casi, le chiudiamo
anche oltre la mezzanotte. Ci viene chiesta affidabilità e
professionalità. Nessuno lo sa, ma siamo pubblici ufficiali.
Quando sono passata di ruolo ho prestato giuramento allo Stato
Italiano".
E' un intervento lungo,
esauriente, uno straordinario racconto di come siamo diventati, di cosa
è oggi la Scuola Italiana. E a porte chiuse per gli
studenti, penso possiamo ragionarci su quanto è scritto, con
un po' più di responsabilità e consapevolezza
collettiva.
Doriana Goracci
Leggo per la prima volta, e con interesse, questo
articolo. Sono collaboratrice scolastica in un Circolo Didattico da
nove anni e avrei anch’io molte cose da dire. Sottolineo
prima di tutto che non in tutte le scuole vi è
un’impresa di pulizie, nella provincia della mia
città non raggiungono la decina e sono esclusivamente in
istituti superiori. Io e i miei colleghi puliamo giornalmente le nostre
scuole. Leggo che vi è un “bidello” ogni
2,2 classi. Noi siamo in sei, le classi sono dieci, quindi
può essere vero, ma forse no. Nella scuola in cui lavoro ci
sono più di 250 bambini, vi sono quasi trenta insegnanti, il
personale di segreteria e quello di cucina (esterno). Vi sono dieci
aule didattiche, l’aula computer, quella di religione, di
sostegno e di inglese. Ci sono cinque aule laboratorio, tre uffici, due
aule e un salone per le riunioni e una palestra. La scuola è
circondata da tre parchi e vi si accede da tre grossi viali alberati
che vengono spazzati giornalmente da… noi. E poi ci sono le
scale, interne ed esterne. In sei puliamo tutto questo tutti i giorni.
Ma a gruppi di tre al mattino e tre al pomeriggio (ed ecco come 2,2 a
classe diventa 3,3 a classe). E contando i ventisei locali della scuola
più gli otto corridoi e i 12 bagni si diventa… un
bidello ogni QUINDICI LOCALI da pulire giornalmente. Esclusi i parchi.
La scuola è a tempo pieno ed è aperta dalle sette
del mattino alle sette di sera. Noi puliamo dalle 16,30 alle 19,00 di
sera e quel che rimane (perchè rimane metà
scuola, visto che in TRE in due ore e mezza puliamo quel che possiamo),
viene finito dai tre colleghi del mattino dopo dalle 7,00 alle 8,25,
orario d’ingresso dei bambini.
Ma se state sempre seduti tutto il dì, mi si
dirà… Le scuole sono di quattro tipi: materne,
elementari medie e superiori. Quindi i collaboratori scolastici hanno
funzioni diverse a seconda di dove lavorano. Nelle scuole materne le
bidelle tagliano e preparano la frutta per i piccolini, li puliscono e
cambiano al bisogno, li imboccano quando serve. Seguono, cambiano e
puliscono i piccoli invalidi in assenza della loro assistente.
Preparano loro i lettini, gli mettono e levano le scarpine, li
coccolano quando hanno “nostalgia” della mamma. E
fanno le pulizie. Ferme non stanno di sicuro. E a turno vigilano
sull’ingresso, perchè nessuno scappi e nessun
estraneo entri (ah, sì, lì stanno ferme, ci si
riferirà a quello?). Alle elementari le bidelle
distribuiscono la frutta nelle classi, sorvegliano i bagni e i
corridoi, portano la posta a mano presso i vari enti (così
la scuola risparmia in francobolli?), continuano le pulizie nei locali
liberi per portarsi avanti sul lavoro e fanno fotocopie. Una marea di
fotocopie. Continuamente fotocopie. Duemila e più al giorno
per tutte le maestre e i bambini e, anche, in supporto alla segreteria.
Naturalmente si occupano anche dell’igiene dei bambini
normali e diversamente abili e del pronto soccorso. E a turno
sorvegliano l’ingresso. Sarà per questo che gira
voce che stiamo sempre sedute? Alle medie ci sono di nuovo le pulizie e
le fotocopie ma lì comincia ad essere soprattutto importante
la sorveglianza. Ci sono i primi veri atti di bullismo, i primi furti,
i fumatori, i writers e gli ormoni corrono. Non ci si porta
più avanti con i lavori e ci si allontana il meno possibile
dai corridoi. Parliamoci chiaro, la scuola non si fida più,
i ragazzi vanno sorvegliati e, non essendoci guardie giurate, ci deve
pensare il bidello. Che sta lì seduto davanti alla classe e
si limita a pulire il corridoio, i bagni e le scale fra una campanella
e l’altra. Oppure legge il giornale, per non suicidarsi dopo
5 ore di noia, pensando che all’uscita dei ragazzi
avrà sì e no un’ora per pulire le aule
e non può portarsi avanti in niente. Stanno seduti?
Sì. Ma se volete potete farli alzare e muovere, poi
però se un ragazzino ruba un giubbino, da fuoco ai cestini
del bagno o prende a calcioni un compagno non lamentatevi. I bidelli
più “immobili” sono alle scuole
superiori, dove devono sorvegliare l’odierna
società giovanile. Viene loro ordinato dal preside di non
muoversi dai loro reparti e vengono ritenuti responsabili di ogni atto
vandalico o aggressione avvenuta in loro assenza! Senza di loro i
corridoi della scuola vivrebbero l’anarchia. Si potrebbero
mandare a fare altro o tagliarli di numero, ma poi in quel corridoio,
in quel bagno, in quell’angolo di cortile, chi sorveglierebbe
gli studenti? E, naturalmente, anche loro fanno le pulizie.
Ricapitolando, in una scuola ci sono sei bidelli, uno ogni 2,2 classi
(circa 50 bimbi + insegnanti). Lavorando a turni diventano uno ogni 3,3
classi (circa 75 bimbi + insegnanti). Lavorando su 46 locali diventano
uno ogni 15 locali da pulire. Tempo di pulizia della scuola a
disposizione 2,30 ore al giorno. Esclusi i cortili.
Ricordo che quando si dice che ad una scuola sono stati assegnati 20
collaboratori scolastici si intende che ad una Direzione sono stati
affidati tot collaboratori, che verranno spalmati e distribuiti su
tutte le scuole e succursali di sua competenza. Nel mio Circolo Didattico vi sono 24 collaboratori DIVISI
fra quattro scuole elementari e tre scuole materne, di varia metratura,
con più sedi e su più turni di servizio, essendo
tutto il Circolo Didattico a tempo pieno. La mia è la
più grande e ne ha sei, la più piccola ne ha solo
due.
Voglio sottolineare che quando un bidello è fermo in
corridoio o nell’ingresso c’è SEMPRE
dietro un ordine dall’alto. Il Dirigente vuole la sicurezza
scolastica e dire che il collaboratore non fa niente equivale a dire
che la guardia giurata fuori da una banca non serve a niente!
Purtroppo bisogna segnalare i punti dolenti.
Il primo è l’assenteismo. Anni fa il mio lavoro
era spesso assegnato dal Comune a persone che definire
“inadatte” è una carineria. Vedove
analfabete, disoccupati con problemi familiari e… ex
tossicodipendenti da reinserire nella società. Gente
incapace di stare in società e con i ragazzini, gente che ha
sempre fatto, e fa, quello che vuole. A questi bisogna aggiungere tutte
quelle madri lavoratrici che, semplicemente, si rifiutano di fare un
qualsivoglia straordinario e che sono sempre in malattia per via dei
figli (salvo vederle in centro con gli stessi la sera,
all’ora dell’aperitivo). O i colleghi anziani,
“che io fare di più non posso” e si
siedono mentre gli altri lavorano, ma sono da capire e da coprire
(peccato facessero così già a
trent’anni). E la miriade di “invalidi”,
che non possono fare le pulizie, non possono piegarsi, non possono
trasportare oggetti pesanti, ma la sera vanno a ballare e, pur avendo
problemi di vista, guidano la macchina alle due del mattino. E tutti
coloro che usufruiscono della Legge 104 (tre giorni liberi al mese per
assistere un familiare invalido) per un parente invalido che vive a 600
chilometri da casa loro con moglie e altri figli in casa!
Sono gli intoccabili, anche perchè le leggi che riguardano
la scuola sono contorte e farragginose e rendono quasi impossibile
colpire o licenziare un dipendente. Abbiamo presidi che prendono
più che bene ma che non fanno, semplicemente, il loro lavoro
come si deve. Perchè è troppo complicato, non
hanno tempo, non hanno voglia, semplicemente non gli interessa, tanto
mica sono colleghi loro e a loro nessuno li comanda e fanno quello che
vogliono. E per questi colleghi subiamo noi e viene umiliata tutta una
categoria!
Da ultimo voglio ricordare che adesso per diventare collaboratore
scolastico bisogna essere in possesso di un diploma di scuola superiore
di almeno tre anni e avere la fedina penale pulita. Noi non facciamo
più solo le pulizie, ma ci occupiamo anche di macchinari
sofisticati, supportiamo la segreteria, trasportiamo documentazione e
denaro per conto della scuola. Ci occupiamo
dell’incolumità degli alunni, del loro primo
soccorso (facciamo corsi di pronto soccorso e sulla sicurezza con i
vigili del fuoco), della loro igiene. Abbiamo 32 giorni di ferie
l’anno per 945 euro minimi al mese. Siamo in servizio durante
le vacanze di Natale, di Pasqua e di Carnevale, a luglio e ad agosto.
Apriamo le scuole alle 7 del mattino e, in alcuni casi, le chiudiamo
anche oltre la mezzanotte. Ci viene chiesta affidabilità e
professionalità. Nessuno lo sa, ma siamo pubblici ufficiali.
Quando sono passata di ruolo ho prestato giuramento allo Stato Italiano.
Vogliono tagliarci di numero perchè
siamo troppi? E chi pulirà le scuole, chi
sorveglierà e cambierà i bambini, a chi si
affideranno gli insegnanti al di fuori delle aule? Ad
un’impresa di pulizia? Persone dall’ignota fedina
penale, che cambiano lavoro continuamente e di cui nessuno sa nulla?
Che se sparisce una cosa nessuno sa dove andare a cercare? Anni fa la
mia Direttrice Amministrativa mi disse che volendo già da
tempo avrebbe potuto richiedere un’impresa di pulizie. In
questo caso le sarebbero bastati 2/3 bidelli a scuola per le aperture e
chiusure e per le fotocopie. Ma non l’avrebbe mai fatto.
Perchè non avrebbe saputo “chi si metteva in
casa”, gli insegnanti e la segreteria non avrebbero avuto
appoggi onesti e affidabili, i bambini non avrebbero avuto chi li
seguisse e proteggesse, avrebbero dovuto rinunciare alla sorveglianza
dei vari piani e corridoi della scuola. Ed era pensiero comune di buona
parte della città.
Ma il mio è il caso di una città della Lombardia,
non è il Lazio con le sue maxi imprese di pulizia e non
è una buona parte delle città del Sud, dove al
fianco dei miei colleghi ci sono i lavoratori socialmente utili, gente
che in qualche modo bisogna piazzare e che alleggerisce di molto il
lavoro di tutti.
Se bisogna aggiustare le cose le si aggiusti dove si deve, non
ciecamente, fregandosene delle varie esigenze e realtà
regionali, cittadine, scolastiche.
Si smetta di assumere personale senza tener conto delle opinioni del
loro datore di lavoro, si smetta di assumere invalidi in ugual misura
dei colleghi “sani” (vi immaginate una fabbrica con
200 dipendenti di cui 100 sono INVALIDI e non fanno NIENTE?). Si
valutino anche l’orario scolastico, l’ampiezza
delle scuole e il numero dei loro locali (con la legge attuale se
dovessero assumere qualcuno per pulire Versailles direbbero:
“Ci vivono solo i custodi che son quattro, quindi basta solo
una donna”! La voglio vedere questa poveretta che si pulisce
una reggia da sola perchè ci sono pochi abitanti e quindi
basta e avanza…).
Scusate la lunghezza di questo mio sfogo, ma certe cose è
bene sottolinearle. Noi non siamo giocattoli che stanno in vetrina. Noi
lavoriamo, ci diamo da fare e combattiamo tutti i giorni contro i
mulini a vento delle leggi che ci tagliano, degli alunni che ci
ignorano, dei Presidi che se ne fregano, dei colleghi membri di
categorie protette che ci guardano dall’alto in basso e di
una popolazione che ci disprezza, il cui odio è istillato
dal Ministro della Pubblica Istruzione, che invece di proteggerci ci
paga pochi euro al mese e ci ritiene indegni della sua Attenzione (con
il nostro stipendio, secondo lo Stato Italiano, viviamo con un reddito
al di sotto della linea di POVERTA’).
Più vessati di così non si può!
Ah, già, almeno di noi si parla… I nostri
colleghi ATA impiegati e tecnici nessuno li nomina mai…
Che capitolo doloroso è la scuola italiana… dove
anche il Ministro della Pubblica Istruzione non ha alcuna idea del
mestiere che fanno i suoi dipendenti…
Arrivederci e grazie. Grazie mille.
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