Armi misteriose a Gaza. Natotech per provocare amputazioni - 20/06/09
(2256 _READS) 
da
croceviaterra.it, Rif. a un servizio di Maurizio Torrealta -
Rainews24
“Ho esaminato le immagini gli spettri e le tabelle dei
campioni che avete preso a Gaza dopo la recente guerra e mostrano con
molta chiarezza che sono state utilizzate in quel posto delle armi
basate su nano sistemi e questa è una delle prime prove
evidenti che i nano sistemi soprattutto i nano tubi a carbonio possono
essere utilizzati con efficacia distruttiva molto forte.
A mia conoscenza è il primo caso
sperimentato sul campo durante un atto bellico.”
Così ha commentato il Prof. Alberto Breccia Fratadocchi
membro del Comitato Scientifico dell’ organizzazione per la
proibizione delle armi chimiche (Opac) , le analisi dei campioni delle
armi misteriose usate a Gaza nell’ ultimo conflitto.
I campioni sono stati raccolti dal documentarista Manolo Lupicchini per
la trasmissione di Ricardo Iacona “Presadiretta” e
portati ai laboratori dell’ università di Ferrara
per essere analizzati. Le analisi sono terminate qualche settimana fa
ed ora è la redazione Investigativa di Rainews24 e
riprendere il percorso dell’inchiesta con approfondite
interviste sui risultati delle analisi e sulle caratteristiche delle
ferite misteriose incontrate dai medici che hanno operato allo Shifa
Hospital a Gaza . Due medici norvegesi, il Dott Erich Fosse il Dott
Gilbert Mads, che hanno operato in quell’ospedale durante il
conflitto , raccontano di aver spesso trattato arti inferiori mutilati
all’ altezza del femore senza tracce di frammenti di metallo
o proiettili , con una insolita morfologia del tessuto organico che
appare cauterizzato e non risponde alle cure.
Le analisi presso i laboratori dell’ università di
Ferrara dei 3 frammenti degli ordigni misteriosi hanno mostrato : una
lega di metalli, una agglomerato di fosfati fusi, e un frammento di
Carbonio. E’ quest’ultimo, ad un’analisi
microscopica, ha rivelato la presenza di micro tubi di carbonio, cavi ,
sui quali sono state rilevate sostanze chimiche , in particolare
magnesio. Il caricamento di micro tubi di carbonio, secondo il Prof.
Alberto Breccia aumenterebbero fino 5 volte la potenza del materiale
chimico, riducendo il peso dell’ ordigno. L’ordigno
secondo le testimonianze raccolte, viene sganciato da aerei teleguidati
ed è in grado di colpire con estrema precisione aree di
pochi metri, all’interno dei quali ha conseguenze letali,
senza creare danni collaterali nelle aree circostanti.
Nell’inchiesta vengono fatte ipotesi sul funzionamento delle
diverse nuove armi usate nel conflitto e sui sofisticati processi
fisici che vengono utilizzati, ma la caratteristica comune di questi
nuovi ordigni, è quella di utilizzare micro tubi di carbonio
caricati di sostanze
chimiche e questo fatto potrebbe essere interpretato come una
violazione del trattato internazionale del 1993 e delle integrazione
del 1997, che proibisce l’uso di armi chimiche.
Fonti:
-
croceviaterra.it
-
Rainews24
|