I 134 miliardi di dollari di bonds sono falsi? - 30/06/09
(2745 _READS) 
di Pietro
Cambi - da crisis.blogosfere.it
Un fantasma si aggira per i felpatissimi corridoi dei palazzi della
finanza mondiale.
Si tratta, l'avrete capito dal titolo, di quella che ho chiamato la "stangata del millennio".
Fin dall'inizio della storia, infatti, era evidente che, veri o falsi
che fossero, i 249 bonds erano parte di un gioco enorme dove qualcuno
avrebbe fatto, in un modo o nell'altro, la figura del frolloccone.
Intanto stiamo ai fatti.
L'istinto ed il buon senso avrebbero preteso che i titoli fossero falsi.
Tuttavia detenere titoli falsi, nel nostro paese, è un reato
punibile con l'arresto, a maggior ragione se c'era, come in questo
caso, la seria possibilità di fuga dei due misteriosi
"spalloni", sedicenti giapponesi.
Invece, come espressamente
dichiarato dal Colonnello della Guardia di Finanza che aveva
effettuato l'arresto, i due "uomini d'affari giapponesi" sono stati
immediatamente rilasciati, dopo aver trattenuto, ovviamente, i titoli.
Quindi, tanto per cominciare vi sono due possibilità:
1) I titoli sono stati ritenuti, almeno in prima istanza, veri e i due
"giapponesi" non potevano quindi essere trattenuti.
2) I titoli sono stati ritenuti probabilmente falsi, almeno in parte MA
sono arrivati ordini ben precisi DALL'ALTO, che hanno imposto al povero
colonnello, ob torto collo e forse anche extra-Lege ( o almeno
super-lege, per gli amanti del legulese) di lasciare andare i due
figuri, per superiori motivi di stato.
Cosa ne sappiamo PER CERTO, sull'originalità dei titoli, a
distanza di due settimane?
Sinceramente, niente di sicuro.
In effetti numerosi quotidiani hanno riportato
la dichiarazione di un funzionario della Federal Reserve, che
affermava che i bonds in questione, da lui visti solo a partire da una
immagine inviatagli, non solo erano falsi ma che non poteva essere
altrimenti, visto che il residuo circolante cartaceo ( i bonds sono
emessi solo in forma digitale da decenni) è largamente
inferiore alla cifra sequestrata.
Questa dichiarazione, come credo risulti evidente, invece non prova
nulla.
Intanto perchè, per quel che posso capire, potrebbero
esservi bond che, pur emessi non risultano tra il "circolante" in
quanto, ad esempio emessi a garanzia di un prestito tra banche centrali.
Inoltre, anche se qui scendiamo sul complottismo, non sarebbe la prima
volta che banche centrali, messe alle strette, emettono bond in duplice
copia, gli uni ufficiali e con una debita copertura finanziaria,
essendo stati messi "a bilancio" gli altri non "coperti", ceduti in
forma riservata all'interno di rapporti tra banche centrali, contando
sul fatto che, per la loro taglia e/o caratteristiche e/o rendimento
tali bonds siano tenuti come investimento dallo sfortunato
sottoscrittore, che così non si renderà conto di
avere tra le mani solo "carta straccia", difficilmente onorabile in
caso di richiesta di liquidazione, in tempi di crisi.
Insomma: un funzionario della Federal Reserve, tale Stephen Meyerhard
vede una FOTO dei bonds e dice che sono falsi, mentre un funzionario
della Guardia di Finanza che ha già avuto a che fare con
casi simili ed in ogni caso è sicuramente più che
competente, vede questi titoli in "carne ed ossa" ed è
così poco convinto che si tratti di falsi da rilasciare i
due presunti giapponesi?
Vedete bene che la cosa non torna.
Infatti il caso NON è affatto ufficialmente chiuso, qui
in Italia, nonostante i sospironi di sollievo di molta stampa
americana, terrorizzata per i contraccolpi sul dollaro di questa
vicenda di cui si è parlato, parrebbe anche al g-8
finanziario tenutosi alcuni giorni fa.
Oviamente si
rincorrono le notizie, con tanto di dichiarazioni di Pm, etc
etc.
Resta il fatto che una nota UFFICIALE che attesti, nero su bianco, che
i documenti sono falsi, ancora non c'è.
Ma c'e' di piu'.
Asia News, un sito italo-asiatico di informazione
collegato al PIME, Pontificio Isituto per le Missioni Estere,
è stato il principale altro sito di informazione italico
oltre a questo blog ad aver riportato per tempo la notizia ed a cercare
ulteriori notizie e spunti di "indagine giornalistica."
Essendo un sito multilingue è ai suoi articoli che hanno
fatto riferimento la maggior parte dei media internazionali e, di
riflesso, anche nostrani.
Il sito è gestito da Padre
Bernardo Cervellera che non è un oscuro
missionario, ma l'ex Direttore di Agenzia Fides,
la prestigiosissima agenzia di stampa del vaticano.
Una persona, quindi estremamente competente, sicuramente NOn avventata
nei suoi articoli.
Bene.
In un recentissimo
articolo, Padre Cervellera ricostruisce, in stretta analogia
con quanto più volte scritto qui, i motivi per i
quali i famosi bonds potrebbero essere autentici, ribadendo
che, anche in caso siano falsi, deve necessariamente esservi un intrigo
internazionale di grande dimensioni alla base della storia, come
dimostrerebbe il mancato arresto degli spalloni.
Ma c'è di più.
Padre Cervellera dichiara che "Da
fonti riservate, la cui attendibilità AsiaNews non
può verificare, si afferma che uno dei due giapponesi
fermati a Chiasso e poi rilasciati sarebbe Tuneo Yamauchi, cognato di
Toshiro Muto, fino a poco fa vice-governatore della Banca del Giappone".
Non credo che debba dirvi come le fonti di cui può disporre
l'agenzia di notizie del vaticano non debbano che essere buone.
Quindi, ricapitolo PARREBBE che il cognato del vicegovernatore della
banca del Giappone, insieme ad un compare, stesse cercando di
contrabbandare titoli, autentici o falsi che fossero, in Svizzera, con
l'evidente scopo di usarli per accedere a qualcosa ad essi preferibile.
Capite bene che liberarsi di centinaia di miliardi di dollari di bonds
americani di nascosto può avere, nel caso di persone
evidentemente ben informate, una SOLA spiegazione.
Una necessità assoluta di recuperare almeno una parte del
valore "di facciata" prima che sia troppo tardi.
Anche se fosse una "stangata" è evidente che può
essere stata messa in atto solo da qualcuno con NOTEVOLE
credibilità, vista le cifre in gioco e solo in un contesto
in cui operazioni di questo genere stanno avvenendo in misura almeno
comparabile.
Vediamo se sono più chiaro: quel che ci dice questa storia,
al minimo, è che c'è una sotterranea quanto
imponente fuga dal dollaro. Questo a sua volta può implicare
una sola cosa.
Che, non ai livelli di noialtri poveri miseri bloggers ma a quello
degli istituti centrali si sta scappando, il più velocemente
e silenziosamente possibile da un chiaro rischio valutario legato al
dollaro.
Questo significa, sostanzialmente che il meltdown, il default,
l'iperinflazione, quel che volete, non è più una
teoria ma una fatto previsto e ritenuto altamente probabile.
A questo punto, da complottardi, sarebbe da chiedersi perchè
un giornalista stimato, una persona con una certa posizione e una
importante carriera, possa mettere tutto a repentaglio diramando
notizie così esplosive.
Credo che non dipenda dal caso,
Credo che, in qualche modo, il Vaticano o magari alcuni suoi autorevoli
esponenti, come Padre Cervellara, abbiano deciso che la misura
è colma e che non hanno voglia di coprire ulteriormente i
torbidi giochi della finanza.
Forse si tratta di cercare di dividere, in tempo utile, i propri
destini da quelli del grande capitalismo, storicamente non esattamente
un nemico, basterà ricordare il caso del Banco Ambrosiano,
millenni fa.
Forse la Chiesa comincia a ricordarsi, dopo tutto, quali sono gli
interessi che dovrebbe cercare di difendere.
Forse, semplicemente, abbiamo a che fare con un giornalista che fa il
suo mestiere ed il suo dovere e cerca di informare.
In ogni caso, manco a dirlo, in Italia, a distanza di 24 ore dallo
scoop di Padre Cervellara, non se ne è ancora accorto
nessuno, mentre, a livello mondiale, la faccenda sta esplodendo.
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