--- Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano i piddini (e non vengano a dirci che non sono d'accordo perchè altrimenti non si capisce come facciano a stare nel PD... e non ci vengano a dire che non possono farci niente perchè non si capisce allora se nel PD ci sono solo per fare le campagne elettorali)---
Il Partito Democratico non si fa intimorire e sceglie la linea dura. Il giorno dopo i proiettili inviati a due suoi parlamentari pro-Tav, Stefano Esposito e Giorgio Merlo, il Pd chiede che l'area del cantiere di Chiomonte sia riconosciuta come "sito d'interesse strategico e militare" e attraverso il segretario regionale del partito Morgando, fa appello al Governo perché si muova e crei quelle condizioni di sicurezza necessarie per l'avvio dei lavori:
"Lo Stato - ha detto Morgando - ha gli strumenti per garantire l'avvio dei lavori alla Maddalena, la sicurezza dei funzionari pubblici e la serenità di chi è impegnato in prima fila, rispettando comunque il dissenso che però non può tradursi in parole e atti violenti".
Un concetto ribadito anche da Paola Bragantini, segretario provinciale del Pd: "Sono gesti mafiosi lontanissimi da quel sentire popolare che erroneamente pretendono di incarnare. Ai residenti ed a tutti i democratici che con diritto esprimono il loro dissenso, diciamo di non farsi strumentalizzare, di capire cosa é in gioco: un treno dell'alta velocità mirato a tenere l'Italia nel sistema sovrastrutturale internazionale. Chiediamo al governo di fare una forte campagna di informazione tra i cittadini e di capire definitivamente che questa è una questione nazionale che merita chiarezza e intelligenza organizzativa".
Intanto i No Tav prendono le distanze dal gesto commesso nei confronti dei due parlamentari. L'invio di proiettili a deputati Pd favorevoli alla Torino-Lione "é l'ennesima provocazione contro i cittadini della Valle di Susa secondo un copione già visto altre volte". Si legge in un comunicato a firma "ufficio stampa Movimento No Tav Val Susa, Val Sangone, Torino e Cintura".
Il comunicato rievoca anche alcuni episodi, avvenuti negli scorsi anni, interpretati dal movimento come altrettante "provocazioni: "Perché anche oggi, - continua il comunicato - nonostante la crescente partecipazione di cittadini e amministratori della Valle di Susa alle varie iniziative presso il presidio della Maddalena di Chiomonte, dopo che il prefetto di Torino ha minacciato l'intervento della forza per garantire l'inizio di quel cantiere, ritornano queste provocazioni?" "Perché - conclude la nota - i signori Esposito e Merlo continuano a gettare benzina sul fuoco e a calunniare i valsusini? Sia chiaro a tutti che il movimento No tav prende le distanze anche da questo ultimo episodio e da ogni atto simile che chiunque voglia porre in essere".
Sulla questione interviene anche il Pdl. Il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, risponde oggi alla richiesta fatta dal partito democratico e si dichiara favorevole all'eventuale creazione di un 'sito di interesse strategico nazionale', e quindi presidiato anche dall'Esercito, nei cantieri della nuova ferrovia Torino-Lione.
"L'Esercito è uno strumento del Paese, se qualcuno chiede alle Forze Armate di intervenire, loro interverranno". Ha detto il sottosegretario. E riguardo al dissenso espresso dai movimenti No tav, Crosetto fa notare come "in un Paese democratico una minoranza non possa prevalere sulla maggioranza. La Torino-Lione è un'opera essenziale per l'Italia e, grazie ad essa, la Valle di Susa avrà uno sviluppo di economia e di lavoro come in nessuna altra parte del Paese".
Non è del tutto d'accordo con il suo compagno di partito, Agostino Ghiglia, vice coordinatore regionale del Pdl, che commentando la possibilità di militarizzare il cantiere di Chiomonte, ha invitato il Pd ad evitare allarmismi: "Prima di far intervenire l'Esercito - ha detto Ghiglia - è indispensabile esperire tutti i tentativi ordinari per il buon esito dell'operazione, evitando estremismi ed allarmismi che sortiscono unicamente l'effetto di aumentare la tensione in Valle di Susa". "Come gestire l'apertura dei cantieri - prosegue Ghiglia - é una valutazione tecnica importante e delicata che deve essere fatta da professionisti e non può essere oggetto di un chiacchiericcio mediatico di chi la spara grossa per coprire le proprie incongruenze politiche. Il Pd, anziché minacciare e non agire, si occupi di far defenestrare il presidente della Comunità Montana Valli di Susa e Sangone, Sandro Plano che fiancheggia apertamente e ostentatamente i sovversivi No Tav".
Fonte: http://www.videopiemonte.it/cronaca/14434_tav-il-pd-chiede-lintervento-dei-militari.html.
Solidarietà dal Gruppo GUE/NGL
Comunicato stampa di Paul Murphy, Europarlamentare eletto a Dublino, Irlanda, Socialist Party (Gruppo GUE/NGL) e Sabine Wils, Europarlamentare eletta ad Amburgo, Germania, Die Linke (Gruppo GUE/NGL)
Al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano
Al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Al Ministro dell’Interno Roberto Maroni
Al Sindaco di Torino Piero Fassino
Al Governatore del Piemonte Roberto Cota
Al Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta
p.c. Al Parlamento Europeo
6 giugno 2011
Egregi signori,
Noi membri eletti del Parlamento Europeo abbiamo appreso con grande preoccupazione da alcuni esponenti del movimento No Tav in Val di Susa che parte dell’establishment politico ed economico sta chiedendo di avviare la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.
Siamo molto allarmati dalla notizia che le autorità competenti stanno prendendo in considerazione l’utilizzo della forza contro il movimento popolare che fino ad oggi ha impedito con successo l’inizio dei lavori nella Valle.
Il movimento No Tav rappresenta la volontà della maggioranza della popolazione della Val di Susa. Sono state raccolte 32mila firme contro la Tav, incluse quelle di sindaci ed rappresentanti dei consigli comunali di questa area.
Noi sosteniamo questa lotta, condividiamo gli obiettivi del movimento No Tav e consideriamo la protesta contro quel progetto una legittima forma di disobbedienza civile contro una grande opera che non riteniamo essere utile né alle comunità locali né ai lavoratori né all’ambiente in quella zona.
Siamo convinti che il Priority Project 6 sia funzionale agli interessi degli speculatori e del grande business europeo. A marzo abbiamo incontrato qui al Parlamento Europeo attivisti e rappresentanti dei consigli comunali e delle comunità montane della Valle. Ci hanno fornito ragioni esaurienti e convincenti per respingere il progetto del TAV.
Siamo molto colpiti dalla determinazione con cui la popolazione locale difende la sua bella vallata contro un progetto che – a nostro modo di vedere - è inutile e dispendioso. E siamo altresì impressionati da come si battono per un sistema economico alternativo non basato sullo sfruttamento delle comunità locali. Non abbiamo alcun dubbio che il movimento No Tav sia un pacifico movimento di massa che fa pieno uso del proprio diritto democratico di riunirsi e di protestare.
Rifiutiamo qualsiasi insinuazione sul fatto che il movimento No Tav utilizzi la violenza per raggiungere i propri obiettivi. Crediamo fortemente che questa accusa rappresenti un tentativo di gettare discredito su una legittima resistenza popolare. Semmai negli anni passati sono stati molti pacifici manifestanti a essere stati soggetti ad attacchi violenti.
Chiediamo che si tenga conto della volontà della popolazione della Valle e che vengano bloccati i finanziamenti alla Torino-Lione. Esortiamo con forza le autorità ad astenersi da qualsiasi forma di utilizzo della violenza contro il movimento No Tav e a rispettare la volontà della maggioranza della popolazione della Val di Susa.
Seguiremo lo sviluppo degli eventi in Val di Susa con grande interesse e preoccupazione. Faremo in modo che la comunità internazionale sia informata degli avvenimenti in Val di Susa e organizzeremo manifestazioni di solidarietà internazionale qualora le forze dell’ordine dovessero muovere contro la popolazione.
Cordialmente
Paul Murphy, Europarlamentare eletto a Dublino, Irlanda, Socialist Party (Gruppo GUE/NGL)
Sabine Wils, Europarlamentare eletta ad Amburgo, Germania, Die Linke (Gruppo GUE/NGL)
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