Giovedì, Maggio 17, 2012
   
Testo

Cerca nel sito

Val di Susa, la Tav si accaparra solo incubi

Politica e Beni Comuni

Valutazione attuale: / 16
ScarsoOttimo 

tavsprecdi Paolo Berdini - ilmanifesto.it.

La Grecia non insegna nulla ai fautori della TAV, i quali continuano a raccontar balle e a non rispondere alle domande di merito.
L’accusa più falsa che viene veicolata dal gigantesco network in mano ai poteri forti, riguarda la “perdita” di 670 milioni di finanziamento europeo per realizzare la grande opera causata dalla cecità dei movimenti. Pochi giorni fa sul manifesto, Marco Revelli ha ribadito la verità: se si accetta di prendere il modesto finanziamento si perderanno i 20 miliardi di euro necessari a costruire una gigantesca e inutile grande opera. 20 miliardi di dollari è l’ammontare del debito contratto da Atene per coronare il grande sogno di perseguire la grande opera per eccellenza: le Olimpiadi che si svolsero nel 2004.

Era il 1997 quando la capitale greca avanzò la candidatura e in breve tempo si creò il comitato d’affari necessario al raggiungimento del sogno. Grandi banche pronte a finanziare il debito, grandi imprese europee pronte a accaparrarsi i ghiotti appalti finanziati a debito con i soldi pubblici. Il fallimento economico dell’evento fu devastante. Le prime stime del 1997 parlavano solo di 1, 3 miliardi di dollari. Qualche anno dopo, il costo era quadruplicato, salendo a 5 miliardi. A consuntivo sono stati spesi 20 miliardi di euro. Alcuni economisti parlano di una voragine ancora maggiore. Dietro al sogno si nascondeva un incubo.

Le città -in quel caso la meravigliosa Atene- e i territori –in questo caso la val di Susa- sono diventati feudi di proprietà di un ristretto gruppo di istituti di credito, di grandi imprese, di società di rating pronte a seminare il panico sui mercati finanziari. Finanziano la spesa pubblica, se ne impadroniscono -guadagnando fiumi di denaro- e poi chiedono il conto all’intera società. In questi giorni sono stati concessi alla Grecia dall’Unione Europea 120 miliardi di euro di prestiti (il 20% circa serve per sanare il buco olimpico, dunque), e il motivo principale del prestito è che le banche europee rischiavano altrimenti di perdere parte del credito. Con la dilazione del credito riprenderanno i loro soldi e metteranno in vendita un’intera nazione.

La val di Susa sta dimostrando con studi concreti che il fallimento economico della realizzazione della Tav è certo. Non potranno esserci ritorni in termini di passeggeri perché il bacino d’utenza è oggettivamente ristretto. Non potranno esserci ritorni per il transito merci sia perché è dubbio che venga realizzata la linea ad alta capacità, sia perché in Svizzera sono già meglio attrezzati di noi. Nel caso dunque che l’opera andasse avanti per la cecità di chi ci governa e di un opposizione parlamentare culturalmente annientata, tra poco più di un decennio l’intero paese sarà costretto a pagare il debito che avremo contratto per finanziare le imprese e le banche che tengono in ostaggio il nostro ceto politico.

La battaglia della val di Susa assume dunque un valore straordinario. Azzerare l’opera significa risparmiare un fiume di soldi che potrà essere dislocato su altre poste di bilancio. Dal sostegno all’economie locali, ai progetti di messa in sicurezza del territorio e delle città, alla realizzazione dei servizi sociali che ancora mancano lì e in tante altre valli. Altre imprese beneficeranno dei finanziamenti oggi indirizzati solo a quelle poche che controllano il mondo dell’informazione. Un’altra agenda di lavoro, dunque: da un'unica inutile grande opera a tante piccole opere che nel loro insieme fanno un grande progetto di sviluppo. Il territorio come bene comune.

E di fronte a questa sfida, fa pena dover leggere il commento su quanto accade in val di Susa da parte del sindaco di Torino che ha affermato che essere contro la Tav è segno di “regressione culturale”. Parla per se stesso, ovviamente, e per coloro che ancora fanno finta di credere nella favola che le grandi opere portano sviluppo. Portano invece il mostruoso debito che oggi strozza la Grecia. Devono evidentemente nascondere quanto sta oggi avvenendo con spirito bipartisan. Quando Atene vinse la “sfida” olimpica che avrebbe contribuito al collasso economico del paese ellenico aveva di fronte la candidatura della Roma guidata dal centro sinistra. Non contento dello scampato pericolo, in questi ultimi due anni il sindaco Alemanno ha nuovamente candidato la città per le Olimpiadi del 2020 e maggioranza dell’opposizione capitolina rappresentata dal Pd non ha fatto battaglia. Anche ora che le intercettazioni telefoniche a carico di Bisignani e soci svela l’intreccio vergognoso degli interessi e delle speculazioni da parte di coloro che cantavano le lodi della candidatura, prima fra tutti l’Unione degli industriali laziale.

Evidentemente una parte della sinistra è ormai incapace di rompere la subalternità culturale con cui ha guardato alla globalizzazione e il futuro sta nell’intelligenza collettiva della val di Susa.

 

Fonte: Il manifesto, 9 luglio 2011.

Tratto da: http://www.eddyburg.it/article/articleview/17286/0/162/.

 

Video in evidenza

pandoraicona

Il terremoto elettorale

L'Alternativa c'è - Puntata numero 46

Ogni giovedì, appuntamento settimanale di approfondimento. Videoeditoriale di Giulietto Chiesa.

_____________________________

X-MEN: fermiamoli ora!

______________________________

Incontro con Giulietto Chiesa e Bruno Amoroso

Ferrara, 29 marzo 2012 - Incontro con il Presidente Giulietto Chiesa e il Prof. Bruno Amoroso membro del Comitato scientifico di Alternativa.

Una produzione Gruppo Media - Alternativa.

_____________________________

Sapelli: "Monti e le sue formule del disastro"

Il prof. Giulio Sapelli demolisce i luoghi comuni in voga su banche, debito pubblico e il ruolo di Mario Monti.

Disarmare la finanza per rifondare l'Europa

Intervista di Giulietto Chiesa al Prof. Bruno Amoroso del Comitato scientifico di Alternativa.

Una produzione Gruppo Media - Alternativa (a cura di Giulietto Chiesa).

ALTERNATIVA

alternativastar

 


 

Manifesto in difesa della scuola pubblica statale

ilovescuolapubblica

Dossier "Scuola e Università"

dossier scuola

SOSTIENICI

__________________________________

banner01-1


Aggiornamenti No TAV

notavinfobanner

 

150ragioni_notav

Tematiche e finestre da cliccare

democrazia_comunicazione

kill_pil_icona

legalita_icona

guerra_e_verit_icona

cervelli_in_fuga_icona

fondata_sul_lavoro_ico

beni_comuni_icona

educazmedia_icona

libri_consigliati_icona

ZERO_911_iconc

cometa

pensieri_lunghi

musicachip

archivio_di_megachip_icona

________________________________________________________

megachipfacebook

________________________________________________________

gchiesa-3window
giulchiesitpostamegachipILblog-su-il-fattoq






Riso Amaro

INGRANDISCI: CLICCA QUI.

Vignette tratte in prevalenza da
www.insertosatirico.com

ZERO 2

Zero²

Tantissimi elementi aggiornano l'inchiesta sull'11/9 nel nuovo libro curato da Giulietto Chiesa per le edizioni PIEMME.

zero due

- Capitolo gratis

-  Acquista a € 18,50

BARACK OBUSH

Il libro di Giulietto Chiesa e Pino Cabras, Barack Obush (Ponte alle Grazie, 2011).

obushgrande

La liquidazione di Osama, l'intervento in Libia, la manipolazione delle rivolte arabe, la guerra all'Europa e alla Cina: colpi di coda di un impero in declino.

barack-e-book

ALTERNATIVA NEWS

LEGGI ALTERNATIVA NEWS (in collaborazione con Megachip).

Ultimi articoli pubblicati

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4

Traduci il sito nella tua lingua - Translate this site in your language

Login Form