Giovedì, Maggio 17, 2012
   
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Cervelli in fuga

Testificare le menti, banalizzare la scuola

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La relazione valutativa dell'Invalsi

invalsi altan 20120515

di Matteo Vescovi - www.carmillaonline.com

In "Appendice", un grido d'allarme per la prossima chiusura di una piccola scuola di montagna.

Che dalla voce di un Ministro “tecnico” di un governo “tecnico” non potessero che uscire elogi nei confronti di uno strumento anch'esso “tecnico” di valutazione “oggettiva” degli apprendimenti dei nostri studenti, certo non poteva stupirci. Come non ci ha stupito sentirlo tessere l'elogio di un sistema di valutazione finalmente “moderno” ed europeo che basandosi sulle evidenze di questi test possa fornire ai decisori gli strumenti necessari per conoscere e intervenire nel sistema di istruzione nazionale.

Come non ci ha stupito nemmeno la sede squisitamente “tecnica” (un convegno organizzato dalla Fondazioni San Paolo e TreeLLLe) in cui queste affermazioni sono state rilasciate per la prima volta dal Ministro ai mezzi d'informazione.
Cerchiamo, però, di prendere in considerazione anche alcuni aspetti sgradevoli, ma purtroppo necessari quando si ha a che fare con “obsoleti” esseri umani e non con moderne tecnologie d'avanguardia.

 

Lettera a un "maestro di strada"

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invalsi 20120512

di Simonetta Salacone - www.ilmanifesto.it

Carissimo collega Marco Rossi Doria, (mi permetto questa confidenza in nome di una professione, quella docente, che anche io ho svolto con passione e che, credo, dia un senso alla tua presenza, oggi, nel governo dei tecnici, in qualità di sottosegretario all'Istruzione), come ben sai, sulla scuola italiana, sempre più investita da tagli agli organici, alle risorse finanziarie, ai servizi di supporto; afflitta per il prossimo anno scolastico da dimensionamenti che produrranno "iperistituti" con numeri mostruosi di plessi e sezioni staccate; sempre più tormentata dalla precarietà dei docenti; oberata da compiti di amministrazione e gestione impropri, in nome di un'autonomia che, senza risorse, si è ridotta ad un "fai da te" dei poveri... su questa scuola umiliata, offesa, accusata di inefficienza anche quando riesce a dare prestazioni di qualità in situazioni di deserti culturali e sociali, si sta per abbattere di nuovo il tormentone delle prove dell'Invalsi.

Il Ministero si ostina ad ignorare il disagio e la resistenza che gran parte dei docenti, spesso quella più qualificata e motivata, esprime da anni verso un progetto che l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema scolastico italiano [Invalsi] intende effettuare con prove (per lo più test a risposta chiusa) a cui quest'anno verranno sottoposti, fra il 9 e il 16 maggio, tutti gli alunni delle classi I e V della Primaria, delle classi I della Secondaria di primo grado e delle classi II della Secondaria di secondo grado.

 

Nuove emigrazioni: i giovani fuggono a Sud

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bussolasudda cronachebastarde.wordpress.com.

Il futuro è a Sud. Lo scrive la stampa polacca nell’analisi di un fenomeno nuovissimo e sempre più diffuso tra i giovani disoccupati europei: l’emigrazione verso Sud, verso quei Paesi, un tempo poveri e dilaniati da guerre civili, che oggi stanno conoscendo un vero e proprio boom economico. Africa e Sud America vivono gli effetti di un’espansione senza precedenti e alimentano le speranze degli europei senza lavoro.  “La crisi ha colpito tutti in Europa, ma i giovani hanno pagato il prezzo più alto”, scrive il settimanale polacco Tygodnik Powszechny. “La mancanza di lavoro è dolorosa per tutti, ma lo è di più per i giovani laureati che per anni hanno nutrito grandi speranze”, alimentate dai sacrifici legati allo studio.

   

Assalto all'istruzione pubblica

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università california 20120416di Noam Chomsky - www.znetitlay.org

L’istruzione pubblica è sotto attacco in tutto il mondo, e, per reazione,  proteste studentesche si sono svolte in Gran Bretagna, in Cile, a Taiwan e altrove.

Anche la California è un campo di battaglia. Il Los Angeles Times  riporta un altro capitolo della campagna per distruggere quello che è stato il più grande sistema di istruzione pubblica nel mondo: “L’Università statale della California ha annunciato ufficialmente dei piani per congelare le iscrizioni la primavera prossima nella maggior parte delle università e di mettere in lista di attesa tutti quelli che fanno  domanda per l’autunno prossimo in attesa del risultato di una presunta iniziativa di una proposta riguardo alle  tasse in occasione delle votazioni di novembre.”

Un analogo ritiro di fondi  è in corso in tutta la nazione. “Nella maggior parte degli stati,” riferisce il New York Times, “adesso sono i pagamenti delle tasse universitarie e non gli stanziamenti statali che coprono la maggior parte del bilancio,” cosicché  “forse è finita l’era dei corsi di quattro anni presso le università pubbliche accessibili a tutti, e pesantemente sovvenzionati dallo stato.” 

 

Per una scuola della Costituzione

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scuola 20120403

di Fabio Bentivoglio

La cosiddetta “scuola tradizionale”, anteriore all’entrata in vigore dell’autonomia, aveva bisogno di essere radicalmente riformata. I criteri della riforma, però, avrebbero dovuto essere attinti dalla cultura e dal pensiero e non da una sorta di aziendalismo caricaturale. A partire da una lettura storica della stagione delle riforme si propone qui l’avvio di un nuovo percorso che, ispirandosi alla fondamentale missione della scuola moderna – la formazione dell’uomo e del cittadino – dia alle nuove generazioni risposte adeguate al nostro tempo.

   

Perché non solo "Università" ma "Scuola"

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scuola 20120402

di Roberto Renzetti

Sabato 31 marzo 2012, presso l'Aula I della Facoltà di Lettere dell'Università di Roma "La Sapienza", si è svolta un'assemblea nazionale sui problemi dell'istruzione superiore e più in generale della formazione: gli Stati generali dell’Università, come è stata definita l'iniziativa, partita da un appello lanciato da Piero Bevilacqua e Angelo d'Orsi. L'assemblea è stata molto partecipata con diversi interventi in programma. Vi presentiamo la relazione che Roberto Renzetti aveva preparato per l'assemblea e che, per vari motivi, non ha potuto esporre.

Voglio provare a dire perché il considerare l’Università come un qualcosa di diverso dal resto della società ed in particolare dall’insieme della scuola, non solo è errato ma, e questo è il peggio che possa capitare, porta alla sconfitta di tutti, quantomeno di tutta la scuola.

 

La sfida ai saperi, la sfida dei saperi

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bevilacqua 20120328di Piero Bevilacqua*

Sabato 31 marzo 2012, alle ore 10,30 nell'Aula I della Facoltà di Lettere dell'Università di Roma "La Sapienza", si terranno gli Stati generali dell’Università, un'assemblea nazionale sui problemi dell'istruzione superiore e più in generale della formazione in Italia. Punto di partenza dell'iniziativa è l'appello l'Università che vogliamo, lanciato da Piero Bevilacqua e Angelo d'Orsi, pubblicato su “il manifesto” del 22 gennaio 2012 e su “Micromega online” e sottoscritto da oltre 750 docenti e personale incardinato, oltre a 150 non inquadrati.
Ad essa prenderanno parte docenti delle varie Facoltà di tutta Italia, presidi,
ricercatori, dottorandi, personale amministrativo, insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, istituzioni culturali, editori. In questa occasione intendiamo dar voce a chi, in tutti questi anni di riforme imposte dall'alto, non è mai stato ascoltato, a chi lavora nella scuola e nell'Università, a chi vive problemi crescenti è non ha né luoghi né occasioni per renderli oggetto di pubblico dibattito.

Quella che segue è la relazione introduttiva ai lavori che terrà Piero Bevilacqua.

   

"Star sui coglioni a tutti". Appunti per un discorso in difesa della scuola

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scuola test 20120324

di Girolamo De Michele* - www.carmillaonline.com

1. Nel maggio 1967, quando viene pubblicata la Lettera a una professoressa, quasi due terzi degli italiani – il 63%, per l'esattezza – non sono in grado di riassumere un articolo di giornale dopo averlo letto, e più della metà – il 52% – è incapace di applicare nella realtà quotidiana le nozioni di base della matematica. La capacità di comprendere un testo complesso – un romanzo, un articolo di approfondimento corredato da tabelle e cifre – era limitata all'1.9% della popolazione, compresa quella scolarizzata. Mi sembra un quadro eloquente di cos'era l'analfabetismo ai tempi di quella scuola pre-sessantottarda tanto citata, come esempio positivo, da chi si riempie la bocca di stronzate.

 

Scuola e decrescita

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manoparadoxdi Ettore Macchieraldo

Se consideriamo i principi che hanno guidato i riformatori della scuola italiana negli ultimi cento anni, vi ravvisiamo persistente il dualismo di cultura e utile, e questo orientamento: distinguere la scuola «formativa», per minoranze e cioè aristocratica, dalla scuola per la massa, a carattere strumentale ed esecutivo.

Pongo a incipit di questa mia riflessione sull’agire politico nella scuola un'anacronistica citazione del 1960, da una pubblicazione della Società Umanitaria di Milano. D’altra parte ritengo che sia necessaria una certa dose di anacronismo nell’affrontare il tema scuola nel rispetto dell’articolo 3 della Costituzione italiana.

   

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