Scritto da Simonetta Salacone Sabato 12 Maggio 2012 12:55

di Simonetta Salacone - www.ilmanifesto.it
Carissimo collega Marco Rossi Doria, (mi permetto questa confidenza in nome di una professione, quella docente, che anche io ho svolto con passione e che, credo, dia un senso alla tua presenza, oggi, nel governo dei tecnici, in qualità di sottosegretario all'Istruzione), come ben sai, sulla scuola italiana, sempre più investita da tagli agli organici, alle risorse finanziarie, ai servizi di supporto; afflitta per il prossimo anno scolastico da dimensionamenti che produrranno "iperistituti" con numeri mostruosi di plessi e sezioni staccate; sempre più tormentata dalla precarietà dei docenti; oberata da compiti di amministrazione e gestione impropri, in nome di un'autonomia che, senza risorse, si è ridotta ad un "fai da te" dei poveri... su questa scuola umiliata, offesa, accusata di inefficienza anche quando riesce a dare prestazioni di qualità in situazioni di deserti culturali e sociali, si sta per abbattere di nuovo il tormentone delle prove dell'Invalsi.
Il Ministero si ostina ad ignorare il disagio e la resistenza che gran parte dei docenti, spesso quella più qualificata e motivata, esprime da anni verso un progetto che l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema scolastico italiano [Invalsi] intende effettuare con prove (per lo più test a risposta chiusa) a cui quest'anno verranno sottoposti, fra il 9 e il 16 maggio, tutti gli alunni delle classi I e V della Primaria, delle classi I della Secondaria di primo grado e delle classi II della Secondaria di secondo grado.
Scritto da cronachebastarde Martedì 01 Maggio 2012 01:16
da cronachebastarde.wordpress.com.
Il futuro è a Sud. Lo scrive la stampa polacca nell’analisi di un fenomeno nuovissimo e sempre più diffuso tra i giovani disoccupati europei: l’emigrazione verso Sud, verso quei Paesi, un tempo poveri e dilaniati da guerre civili, che oggi stanno conoscendo un vero e proprio boom economico. Africa e Sud America vivono gli effetti di un’espansione senza precedenti e alimentano le speranze degli europei senza lavoro. “La crisi ha colpito tutti in Europa, ma i giovani hanno pagato il prezzo più alto”, scrive il settimanale polacco Tygodnik Powszechny. “La mancanza di lavoro è dolorosa per tutti, ma lo è di più per i giovani laureati che per anni hanno nutrito grandi speranze”, alimentate dai sacrifici legati allo studio.









di Ettore Macchieraldo
















