Giovedì, Maggio 17, 2012
   
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Armi di costruzione di massa

Democrazia nella comunicazione

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armidicostruzionedimassa 20120516di Pierluigi Sullo - www.democraziakmzero.org

Da decenni conservo gelosamente un librino che comprai a Parigi subito dopo il 68: ha il formato dei fumetti di una volta, larghi e stretti come una “strip”, e contiene una raccolta di scritte sui muri del Maggio. Letti di seguito, sono un discorso. Ora qualcuno ha fatto lo stesso lavoro – rintracciabile su Facebook – con i cartelli delle manifestazioni degli indignados spagnoli, fino sabato scorso.

Il loro discorso, come quarant’anni fa in Francia, è venato di ironia e di giochi di parole, di creatività, di poesia, come ha scritto El Pais, e insieme mostra una coerenza stupefacente, per un movimento che, a differenza di quello degli studenti di allora, è composito, plurale. Come dice uno di quei cartelli, “Ora siamo di più e meglio disorganizzati”. Vorrei elencarne un po’, senza commenti, tralasciando le virgolette e in qualche caso in spagnolo, per vedere l’effetto che fa.

 

Il Professore e i "professorini"

Democrazia nella comunicazione

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professorini 20120511

di Gaetano Labbri

Viviamo in tempi difficili. La Crisi avanza inesorabilmente trascinando dietro di sé il suo ammasso di vittime inconsapevoli e il futuro non sembra prospettarci una via d’uscita, anzi.

Una figura si erge su tutti ed è quella del Professore Mario Monti. A lui spetta stabilire la ricetta per cucinare il soufflé della speculazione finanziaria senza correre il pericolo che si sgonfi.

Il Professore non è solo. Accanto a lui una schiera di accoliti armati del sacro fuoco del pareggio in bilancio e del pagamento del debito offrono il loro onore prezzolato alla patria in pericolo, in attesa di intascare le corrispondenti regalie.

Ma la scena si sta popolando di sempre nuovi attori e comparse. Tutti alla ricerca di cinque minuti di celebrità mediatica. Tutti alla ricerca dell’occasione per dare libero sfogo al loro egocentrismo da parolai. E chissà, così facendo magari mantenere la famiglia (se ce l’hanno).

 

Lettera ai ventenni. «C’era una volta il signor g»

Democrazia nella comunicazione

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degennaro 20120513

di Monica Di Sisto - www.comune-info.net

Car* lettor*, abbiamo scoperto, tra mail, post, telefonate e alcune conversazioni in giro per la città, con grande felicità che il nostro piccolo «Comune» abbia tra i suoi lettori anche molti ventenni. È bello scoprire di guardare e di cercare nella stessa direzione con persone che hanno sulle spalle più o meno metà del peso dei nostri anni. Vogliamo, però, «appesantire» il vostro zaino di una piccola storia tutta minuscola. Una storia fatta di memoria e di rispetto, che per noi di «Comune» (ma anche per migliaia di altre persone) è molto importante.

C’era una volta un ragazzo come voi: si chiamava gianni, con la g minuscola. gianni era estroverso, e vivace. Gli piaceva comandare, obbedire, pestare e farla franca. Era per questo che lui si scriveva maiuscolo, ma tutti lo chiamavano gianni in sordina, con la g minuscola. Oggi gianni è un signore di una certa, si direbbe nella capitale. E ha fatto gran carriera. Nel 2007 è stato nominato capo di gabinetto del ministero dell’interno (governo Prodi, abbiamo un brutto vizio, la memoria). E la maiuscola gliela scrivevano su tante targhe e biglietti da visita. Ma c’erano tanti che si ricordavano chi era, e per loro era il minuscolo gianni di sempre.

   

Euro, Grillo e qualcosa chiamato capitalismo

Democrazia nella comunicazione

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grillo 20120513

di Nicolai Caiazza*

Al Summit MMT di Rimini alla fine del febbraio scorso una certa risonanza ha avuto l'intervento di Alain Parguez [1] sui retroscena che hanno portato alla costituzione dell'Euro.

Le informazioni che dá Alain Parguez sulle origini  storiche dell'euro come moneta sembrano abbastanza esaudienti. Egli inquadra le attività per la formazione della moneta unica come parte della strategia delle grandi lobbies finanziarie per creare una forma di governo dispotico a scala mondiale. Lui non è il primo che parla di questo.

Già Daniel Estulin ha fornito una abbondante documentazione sulle linee strategiche ordite da queste lobbies quando ha analizzato le origini e il funzionamento del gruppo Bilderberg. Gruppi di potere che hanno come obiettivo il dominio del mondo ma basati anche sul disprezzo per la popolazione. Parguez cita un personaggio attivo nella preparazione di queste strategie - un monaco appartenente alla Opus Dei - che predicava appunto la necessità di imporre la sofferenza per il popolo mediante tutta una serie di restrizioni.

 

Trasformatevi in intellettuali!

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pasolini-morindi Sergio Di Cori Modigliani - www.sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

Ieri notte ho fatto un sogno. Molto potente, perché aveva una particolarità rara: era iper-realistico. Il mio inconscio mi ha riproposto –esattamente in fotocopia della mia autentica realtà vissuta- il giorno in cui, qualche decennio fa, io, allora, uno studente liceale sessantottino, venne nella mia scuola, come ospite esterno a parlarci del mondo e della società, Pier Paolo Pasolini.   Nel sogno, la situazione era identica, solo che avveniva oggi, nel 2012. Quando mi sono svegliato, gran parte del sogno è evaporato ma l’emozione di quel giorno mi è ritornata addosso intatta, forse addirittura ingigantita dallo spessore della distanza di un’altra epoca della vita.  A questo servono i sogni.

 

 

   

Una vita da militante a vita

Democrazia nella comunicazione

b3 XLdi Loris Campetti* - da www.contropiano.org

Giorgio Cremaschi/ «VADO IN PENSIONE DALLA FIOM»

«Non si può essere dirigente all'infinito, ma militante a vita sì»

MONTESILVANO (PESCARA)
Un cavallo pazzo? Un estremista? No, un pezzo importante di storia della Fiom degli ultimi quarant'anni. Giorgio Cremaschi va in pensione, lascia la carica di presidente del Comitato centrale della Fiom e inizia una nuova vita. Ma chi pensa che Giorgio stia togliendo il disturbo sta prendendo una cantonata: «La condizione di dirigente è a termine, militanti si resta per tutta la vita». Ieri Cremaschi ha salutato la sua organizzazione, i compagni e le compagne di una vita, in un clima di sincera commozione collettiva. Si possono avere anche idee diverse, si può litigare, ma l'appartenenza alla Fiom va al di là delle differenze. C'è una cultura comune, un rispetto reciproco, un metodo che avrebbe molto da insegnare a chi fa politica a sinistra, a chi fa sindacato e anche a chi tenta di costruire un soggetto politico nuovo.

 

Non c’è nessuna ondata di suicidi economici

Democrazia nella comunicazione

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suicidi-equitalia-imprenditoridi Gennaro Carotenuto - www.gennarocarotenuto.it 

Diciamolo onestamente: ci credevamo tutti!!
Eppure, chi ha acesso ai dati reali può facilmente smentire quest'ondata di suicidi economici!!
La capacità dei nostri media di "creare" la realtà virtuale in cui tutti noi ci convinciamo di vivere è impressionante. Le nostre possibilità di difenderci sono molto ridotte... non dobbiamo mai abbassare la guardia.

FabioNews

È proprio vero che c’è un’ondata di suicidi economici in Italia? È proprio vero che si stanno ammazzando un numero senza precedenti di bravi imprenditori strozzati dal fisco, da Equitalia, dallo Stato che non rimborsa, dal costo del lavoro troppo alto? In molti cominciano a dubitarne e a pensare che si tratti di una manipolazione mediatica e il sociologo Marzio Barbagli, ripreso dal Blog di Gad Lerner afferma apertamente che «non c’è nessuna emergenza suicidi dovuta alla crisi economica».

   

In ricordo di Federico Caffè

Democrazia nella comunicazione

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federico caffè 20120511di Silvia Pochini* - Micromega on-line

Nello sfondo incerto disegnato dalla crisi e dalle conseguenze della lunga egemonia liberista è ricorso il 25° anniversario della scomparsa, in circostanze rimaste sconosciute, di Federico Caffè. Ricordare Caffè costituisce l’occasione non solo di una commossa memoria per la sua vicenda umana, ma anche per riscoprire in questo nostro difficile presente l’attualità del suo pensiero, la lucidità del suo linguaggio, la coerenza del suo impegno civile.

Personaggio scomodo del secondo dopoguerra per la sua scelta coraggiosa di interpretare l’economia e il mestiere dell’economista dalla parte delle componenti più deboli ed emarginate della società italiana, è in fretta dimenticato all’indomani del 15 aprile 1987 quando abbandona senza traccia la sua casa e la sua vita. Al clamore della sua uscita di scena succede il silenzio, salvo rare e affettuose eccezioni [1], sull’economista che in modo tenace e coerente ha difeso nei dissestati anni settanta e fino al termine del suo percorso la presenza dello Stato in economia contro l’affermarsi invadente della filosofia neo-liberista.

 

La demolizione controllata della classe media e` appena iniziata: verso la vittoria finale dei criptocrati

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criptocratidi Roberto Quaglia - roberto.info.

Maggio 2012. Il mondo sprofonda nel debito, caracollando sull’orlo di un Armageddon finanziario. Questo è il coro che si sente ripetere ovunque da mesi. Dopo la Grecia, anche Spagna, Italia e Portogallo sono ad un passo dalla catastrofe a causa di ciclopici fardelli di debiti che non potranno mai venire pagati. E i debiti dei PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) sono nulla paragonati ai trilioni di debito accumulati da Stati Uniti e Giappone. Anche Francia e Inghilterra sono messe male e scavando scopriamo – sorpresa! Sorpresa! – che la stessa virtuosissima Germania sarebbe a rischio stritolamento da debiti, tanto che le famigerate agenzie di rating americane hanno ventilato anche per essa il possibile declassamento. Ma come? Uno dei paesi che meglio funziona al mondo viene giudicato potenzialmente insolvibile? Sorge a questo punto la domanda che tutti dovrebbero fare, ma che (quasi) nessuno osa formulare:

   

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Ferrara, 29 marzo 2012 - Incontro con il Presidente Giulietto Chiesa e il Prof. Bruno Amoroso membro del Comitato scientifico di Alternativa.

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