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Siria, guerra di spie e negoziati segreti

Guerra e verità

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siriasp

di Redazione - Megachip

Agenti francesi trattenuti in Siria? Nel quadro delle notizie lì raccolte in questo periodo tormentato, la Rete Voltaire ha anticipato alcune voci che poi sono comparse dopo qualche giorno anche in altri media. Sebbene – come abbiamo avvertito in precedenti articoli – sia necessario scontare un’elevata presenza di voci di difficile verificabilità, legate alla guerra mediatica, sarebbe tuttavia sbagliato non tenere conto delle anticipazioni che si presentano in modo così circostanziato. Abbiamo perfino parlato di una "verità prismatica".

La battaglia di Homs, rispetto agli schemi manichei dei primi giorni, comincia a essere raccontata in modo più problematico anche nei grandi media occidentali.

Le clamorose indiscrezioni sulla presenza di agenti francesi sarebbero un evento troppo grosso per poter rimanere a lungo nascoste. La vicenda meriterà ulteriori approfondimenti nel corso dei giorni a venire. Qualunque sia il dettaglio autentico che emergerà, anche da altre fonti abbiamo notizia che i  francesi (oltre che gli agenti di tanti paesi interessati allo snodo geopolitico in gioco) sono molto attivi nelle pieghe della guerra di aggressione che si ingerisce all'interno della crisi interna siriana. 

 

La Francia apre negoziati con la Siria per recuperare i suoi 18 agenti

 

sarkjuppdalla Rete Voltaire

26 febbraio 2012

Il 13 febbraio 2012, Thierry Meyssan ha rivelato sul primo canale della televisione russa che la Siria aveva catturato una dozzina di soldati francesi. La Rete Voltaire è in grado di confermare che alla data del 26 febbraio, il numero dei prigionieri francesi è di 18 (diciotto).

Se Parigi ammette che costoro hanno agito in missione, essi potranno godere dello status di prigionieri di guerra e saranno protetti dalla Convenzione di Ginevra, ma se Parigi nega di averli inviati, saranno considerati civili stranieri, e pertanto giudicati in Siria per i loro reati, punibili con la morte.

La Francia ha aperto tre canali negoziali attraverso la Federazione russa, gli Emirati Arabi Uniti e il Sultanato dell'Oman.

L'ambasciatore di Francia, Eric Chevallier, è ripartito il 23 febbraio d’urgenza a Damasco.

Kofi Annan è stato chiamato come mediatore dalle Nazioni Unite e dalla Lega araba.

Coscente dell'uso che può fare di questi carichi durante il periodo elettorale francese, Damasco ha richiesto ai media di Stato siriani di non affrontare questa questione per il momento. Si riserva così la possibilità di trattarla in segreto se questa opzione risulta più vantaggiosa. Pur riconoscendo l'unicità di questa situazione, i giornalisti siriani, che si sono rapidamente abituati alla libertà di espressione garantita dalla nuova legge sulla stampa, si lamentano che delle limitazioni siano di nuovo imposte per motivi di sicurezza nazionale.

Se le trattative restano segrete, la Francia dovrà pagare sottobanco indennità di guerra particolarmente pesanti, sia in contanti sia sotto forma di privilegi economici. Se diventano pubbliche, la Francia può aspettarsi indennità meno onerose, ma Nicolas Sarkozy e Alain Juppé dovranno dare spiegazioni ai loro concittadini. Il loro avamposto ipotecherebbe quindi le loro possibilità di vincere le elezioni presidenziali, con lo stesso presidente a rischio di essere portato dinanzi all’Alta Corte (ai sensi degli articoli 35 e 68 della Costituzione francese).

Nel caso Rainbow Warrior (1985), dove si ebbe una nave affondata e una persona uccisa, la Francia aveva presentato scuse ufficiali e aveva versato un risarcimento di 7 milioni di dollari alla Nuova Zelanda e 8,16 milioni di dollari a Greenpeace. Soprattutto, Parigi dovette autorizzare l'importazione di ovini neozelandesi distruggendo in parte il proprio settore ovino. In cambio, i due agenti prigionieri francesi furono liberati. Ironia della sorte, Laurent Fabius, il primo ministro il cui governo aveva ordinato l'attacco contro la Rainbow Warrior viene additato come ministro degli Esteri in pectore di François Hollande, nel caso che il candidato socialista sia eletto alla presidenza della Repubblica. Quest'ultimo è l'ex cognato del tenente colonnello Gérard Royal, il comandante di quella operazione.

Nella guerra segreta contro la Siria, la Francia e i suoi alleati sono responsabili di un conflitto che ha provocato la morte di almeno 3.000 soldati siriani e 1.500 civili, cui si aggiungono le perdite economiche e i sabotaggi delle infrastrutture stimati almeno per 3 miliardi di dollari.

Traduzione a cura della Redazione di Megachip. 

Fonte: http://www.voltairenet.org/La-France-ouvre-des-negociations. 

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