Lunedì, Maggio 21, 2012
   
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A Trieste mele marce e cuori neri, come si muore in un commissariato

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melemarce 20120515

di Stefano Galieni - www.controlacrisi.org

C'è di tutto in questa storia orrenda: il razzismo e la violenza delle istituzioni e delle leggi, lo spirito di corpo e la normalità con cui una morte passa in secondo piano, i sequestri di persona istituzionalizzati, la nostalgia mussoliniana e l'indifferenza di fronte ad una lenta agonia. Oggi a Trieste il movimento antirazzista, la società civile, le forze sociali e politiche che non accettano questa logica, chiedono verità e giustizia. 

È accaduto un mese fa, il 16 aprile ma evidentemente la notizia non meritava sufficiente attenzione da parte degli organi di informazione nazionali. È accaduto a Opicina, provincia di Trieste in una stanza del commissariato. Alina Bonar aveva 32 anni, era stata scarcerata 2 giorni prima, dopo una sentenza di patteggiamento per l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione “clandestina”.

Per la legge risultava libera ma era stata prelevata da una volante, su disposizione del responsabile dell’ufficio immigrazione Carlo Baffi, e reclusa nella stanza di controllo del commissariato, in attesa di provvedimenti del questore e dell’udienza davanti al giudice di pace, peraltro né fissata né tantomeno richiesta. Si era ritrovata ancora in un carcere, probabilmente con il timore di venire portata in un Cie, secondo i primi rilievi avrebbe utilizzato una cordicella per impiccarsi ad un termosifone. È morta dopo quaranta minuti di agonia, ripresa da una telecamera di sorveglianza che dava su un monitor a cui nessun piantone ha trovato il tempo di dare un’occhiata.

 

Videla, il Vaticano sapeva

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videla-benedictusDesaparecidos: documento della Santa Sede ritrovato. Scritto dopo un pranzo con i vescovi e il dittatore argentino.

di Horacio Verbitsky

Buenos Aires - La politica dei “desaparecidos” che il dittatore Jorge Videla ha finito per ammettere con diverse dichiarazioni e in tribunale, era nota fin dal 10 aprile 1978 alla Commissione esecutiva della Chiesa cattolica che, però, si guardò bene dall’informare l’opinione pubblica. Tutto questo risulta da un documento rinvenuto nell’archivio della Conferenza episcopale. 

 

Violenza quotidiana e risposta politica: il caso del taxista di Milano

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lucamassari-ldi Romano CalvoMegachip

Il taxista Luca Massari, il 10 ottobre 2010, con la sua auto sta percorrendo via Ghini, dopo aver lasciato un cliente in via Ripamonti. Da un giardino pubblico, spunta all'improvviso, un cucciolo di cocker sfuggito al controllo della sua padrona. Il tassista frena di scatto, ma non riesce a evitarlo. L'animale muore all'istante, Massari se ne accorge e si ferma immediatamente per cercare di rendersi utile. È la sua fine. In pochi attimi viene preso di mira dalla proprietaria, Stefania Citterio, 26 anni, che gli inveisce contro scagliandogli minacce e insulti. Ad assecondare le richieste della donna ci pensano il fidanzato, Morris Ciavarella, 32 anni e suo fratello, Pietro Citterio, 27 anni.

   

Uscire dall'IDV costa caro. Penale di 100mila euro agli eletti che lasciano

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dipietrucopiadi Antonella Beccaria - ilfattoquotidiano.it.

“È un impegno che tutti noi eletti per l'Italia dei Valori compriamo”, spiega il rappresentante legale del partito, Silvana Mura, che è anche parlamentare. Così è finita in tribunale la guerra con Matteo Riva che dal partito è stato espulso e si è visto recapitare un decreto ingiuntivo di 130.000 euro.  Se un candidato viene eletto consigliere regionale nell’Italia dei Valori, ma non completa nello stesso partito la legislatura per espulsione o dimissione passando a un altro gruppo, deve pagare una penale da 100 mila euro. È l’effetto di un “impegno” che, ad accettazione della candidatura, viene firmato per concorrere a un seggio e al conto finale per l’addio, valido anche per i parlamentari, si deve aggiungere una quota di 1.500 euro al mese che deve essere devoluta al partito di Antonio Di Pietro.

 

Un avvocato di Cagliari denuncia i vertici dello Stato

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montinapdi Gianni Lannes - www.sulatestagiannilannes.blogspot.com.

Provocazione politica? A buon diritto, c’è molto di più: un Belpaese che va a rotoli, consegnato alle oligarchie finanziarie straniere, con il sistema “Giustizia”, o meglio “IN-GIUSTIZIA” che colpisce solo i poveracci ed i pericolosi non allineati. Solo una donna poteva osare tanto, nel silenzio assordante degli addomesticati mass media tricolore, mentre gran parte degli individui di sesso maschile (sulla mera carta d’identità), tremano solo all’idea di esprimere verbalmente un’idea non allineata alla melassa dominante.  Infatti, qualche giorno fa, precisamente il 2 aprile, il giovane avvocato Paola Musu ha sporto denuncia nei confronti del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nonché del Presidente del Consiglio Mario Monti, ed infine dei ministri in carica compresi i docili membri del Parlamento.

   

Ipotesi di attentato alla Costituzione

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montitano

di Pino Cabras - Megachip

Puntare dritti verso Monti e Napolitano? Metterli di fronte alle responsabilità dello stravolgimento delle istituzioni? Una dentro l’altra, vediamo esplodere la grande crisi sistemica e la crisi acuta dei vecchi equilibri costituzionali. Quest’ultima possiamo chiamarla anche crisi della democrazia. Nella sua versione più facile, la crisi sta già offrendo alla pubblica indignazione più di un bocconcino succulento, Lusi il margherito vorace, Trota il bosso incapace, la casta dei partiti che spiace. Siamo così tutti distratti dalla polpa vera. Ci ha pensato, con un impeto kamikaze, un avvocato di Cagliari, Paola Musu.

 

Quello che Romanzo di una strage non dice

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piazza fontana_445di Maso Notarianni - eilmensile.it.
Un film parziale, troppo parziale. Non perché la storia che racconta è troppo complicata per essere racchiusa tutta in un film. Ma perché Giordana non fa davvero i conti con la gigantesca attualità di una storia che non ho vissuto da testimone (sono nato nel ’66) ma che ho vissuto da cronista anni dopo: mi ricordo la telefonata di Guido Salvini – il magistrato che ha riaperto le indagini su piazza Fontana negli anni ’90) il giorno della prima sentenza che confermava la sua inchiesta (Maso, ho chiamato prima te di mio padre, te lo dovevo, sei stato il primo a credere nel mio lavoro. E’ andata bene!).

   

NoTav: La violenza di stato deve sempre rimanere impunita?

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arrestareViolenzaNoTavIn un paese civile la violenza da parte delle forze dell'ordine dovrebbe essere perseguita con maggiore celerità rispetto alla violenza commessa dai civili poichè si rischia, con l'impunità, di alimentarla e di far perdere credibilità, rispetto e autorità alle stesse forze dell'ordine e allo stato... Sotto questo aspetto: l'Italia non è un paese civile!!

In questi anni abbiamo assistito a episodi incredibili di violenza da parte dello stato, dalle repressioni delle manifestazioni pacifiche, alle morti provocate durante gli arresti o in carcere, alle pallottole sparate con troppa facilità ... in tutti i casi i processi, quando ci sono stati, sono stati caratterizzati da omissioni, prove scomparse o inventate, intralci, etc... In molti casi i responsabili di queste violenze hanno avuto addirittura degli avanzamenti di carriera. Da anni si chiede che le FFOO siano identificabili attraverso un codice sul casco o la divisa in modo tale da poter isolare e punire quelli che ci vengono sempre presentati come "mele marce" e da anni queste richieste vengono ignorate. Poi siamo tutti pronti a condannare senza nessuna scusante il primo che osa dare della "pecorella" a un poliziotto, o il primo che prova a contestare l'intoccabile superprocuratore Caselli.

La conseguenza è che le violenze delle FFOO aumentano (oggi si manganella qualsiasi manifestazione -anche i lavoratori- ... non è più un'"esclusiva" dei "pericolosi" antagonisti o anarchici) parallelamente all'impunità che gli si concede. Oggi i NoTAV arrestati (alcuni per episodi decisamente molto discutibili) il 26 Gennaio ed ancora in attesa di processo ricevono dei trattamenti in carcere al pari dei mafiosi, divisi in differenti istituti carcerari e isolati. Ad Oggi nessun procedimento giudiziario risulta aperto nei confronti delle violenze delle FFOO verificatesi in val di Susa nonostante le molte testimonianze e prove evidenti. Diffodniamo questi video e non rinunciamoa chiedere che al violenza sia punita "da entrambi i lati delle barricate". SARA DURA (FabioNews)

Impuniti?

28 Marzo 2012 da comitatonotavtorino.org

Il 27 marzo 2012 si è tenuta a Torino, presso il Centro Studi Sereno Regis, una conferenza stampa del movimento NO TAV per denunciare le violenze compiute dalla polizia il 3 Luglio 2011: da allora la magistratura è in possesso di tutti gli elementi ma sembra volerli ignorare continuando a procedere a senso unico. Il video presentato alla conferenza stampa contiene prove inequivocabili: l'analisi della sequenza temporale degli avvenimenti parla da sola. Ecco il video presentato nel corso della conferenza stampa che riprende all'inizio alcune scene già diffuse nei mesi scorsi ma prosegue e....

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La trattativa e la casa sul lago. I pm seguono i soldi di B. e Dell’Utri

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dellutri-marcello-big2di Monica Centofante -  www.antimafiaduemila.com
Proseguono sulla pista dei soldi le indagini che legano Marcello Dell’Utri alla trattativa siglata tra lo Stato e la mafia negli anni delle stragi. Come anticipato a novembre da Antimafia Duemila Antimafia Duemila, i magistrati che hanno iscritto il senatore del Pdl nel registro degli indagati per “violenza o minaccia a un Corpo Politico, amministrativo o giudiziario”, stanno infatti passando in rassegna una serie di anomali e ingiustificati versamenti milionari di Silvio Berlusconi all’amico Marcello. Scoperti grazie alle indagini sulla cosiddetta P3,nella quale lo stesso Dell’Utri è indagato insieme a personaggi della portata di Flavio Carboni, faccendiere, da sempre vicino ad ambienti criminali.

   

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